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Due tragedie nel giro di poche ore: vittime due dodicenni, ...

Due tragedie nel giro di poche ore: vittime due dodicenni, ad Avellino ed a Roma, in circostanze drammatiche. Nel capoluogo irpino un ragazzino si è buttato dal balcone dopo aver subito un rimprovero della madre perchè non si era cambiato lo slip prima di andare a scuola.

A Roma a morire è stato un altro dodicenne, autistico, descritto come particolarmente vivace. Ad Avellino il dramma si è consumato in pochi minuti. Solita mattinata di corsa contro il tempo per andare a scuola: sono le 7,40 quando la mamma rimprovera il figlio di 12 anni. «Non ti sei cambiato lo slip» gli dice. Il ragazzo reagisce a muso duro e le dice: «Vuoi vedere come mi butto dal balcone?». In un attimo, corre nel corridoio, entra in camera da letto e si lancia dal quinto piano del balcone, venti metri di altezza: il ragazzo muore sul colpo. Il ragazzo frequentava la seconda media. Gli insegnanti lo descrivono come un ragazzo solare, intelligente, appassionato di computer, dal buon rendimento scolastico. Sul fatto indaga la polizia, coordinata dalla Procura di Avellino.
Analogie impressionanti con un'altra tragedia, quasi contemporanea, a Roma dove è morto un coetaneo della vittima di Avellino dopo la caduta da un balcone della propria abitazione, anch'essa come quella irpina, situata al quinto piano di un palazzo alla periferia di Roma. Inutili i tentativi di soccorrerlo: il ragazzo è morto all'ospedale Sandro Pertini dove era stato portato. Le ferite gravissime riportate nell'impatto con il suolo in via Pollenza, nel quartiere San Basilio, non gli hanno dato scampo. Anche qui alla tragedia hanno praticamente assistito i suoi genitori. Al momento dell'incidente erano in casa la madre ed una badante mentre il padre, bancario, era al lavoro proprio sotto casa. Secondo fonti di polizia, la morte sarebbe l'effetto di un incidente e non di un suicidio. In ospedale sono emersi problemi psico fisici di cui era affetto il dodicenne. Un'infermiera che lo conosceva bene sottolinea la sua vivacità, «Federico era un cavalluccio, saltava di qua e di là. Non ti potevi distrarre un attimo» ed evidenzia i timori che aveva manifestato per il fatto che potesse cadere giù dal balcone. I genitori, madre insegnante e padre bancario, vengono descritti come molto presenti nella sua vita. Il genitore aveva ottenuto, come ha raccontato un vicino, di lavorare vicino casa proprio per essergli accanto. Lo accompagnava quotidianamente in lunghe passeggiate. L'uomo è distrutto. «Sono uscito dalla banca sotto casa nella quale lavoro - ha avuto la forza di dire - e ho visto mio figlio morto a terra».

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03/05/2008










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