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A pochi giorni dall'arrivo del nuovo governo arriva il ...

A pochi giorni dall'arrivo del nuovo governo arriva il decreto del ministro della Salute Livia Turco che aggiorna le linee guida sulla fecondazione assistita. L'atto, a lungo atteso dalle associazioni, introduce poche novità ma sufficienti a scatenare le reazioni politiche, in particolare del mondo cattolico.

E il dibattito si accende anche per la scelta di emanare il provvedimento proprio a fine mandato, tanto da essere definito dal deputato del Pdl, Domenico Di Virgilio, un vero e proprio «sgarbo politico».
Le stesse norme trovano invece apprezzamento da parte delle associazioni di pazienti che auspicano addirittura una modifica alla legge 40 anche su altri punti chiave. Nel provvedimento appena varato si abolisce il divieto alla diagnosi preimpianto degli embrioni e si ammette il ricorso alle tecniche per i portatori di malattie infettive come l'Hiv e l'epatite.
«Abbiamo dato una risposta - ha detto Turco - a quanti richiedevano chiarezza sulla possibilità di effettuare diagnosi preimpianto, chiarendo che le linee guida, in quanto tali, non possono prevedere divieti che non siano già contemplati nella legge stessa».
Resterà il divieto a qualsiasi diagnosi a fini eugenetici così come previsto dall'articolo 13 della legge 40.
A sostenere la linea scelta dal ministro Turco c'erano alcune sentenze, come l'ultima del Tar del Lazio che annullava per eccesso di potere proprio alcune parti delle vecchie linee guida che limitano, appunto, le indagini sullo stato di salute dell'embrione a quelle di tipo osservazionale. È anche atteso un pronunciamento da parte della Corte Costituzionale sulla stessa legge.
Le associazioni di pazienti «Amica Cicogna», «Madre Provetta», «L'Altra Cicogna» e «Cerco un bimbo», hanno accolto con soddisfazione la notizia: «Il nuovo testo è in linea con le sentenze dei Tribunali Civili e del Tar Lazio». Le novità introdotte «di fatto stravolgono lo spirito e la lettera della stessa legge, contrastano l'intento terapeutico che la legge tentava faticosamente di conservare, e introducono una chiara impronta eugenetica», ha invece commentato Adriano Pessina, direttore del centro di ateneo di Bioetica dell'università Cattolica.
Soddisfatti i medici che lavorano negli ospedali pubblici, «che potranno effettuare la diagnosi preimpianto e la fecondazione assistita, quando il futuro padre sia portatore di malattie virali sessualmente trasmissibili», sostiene Massimo Cozza, segretario nazionale della Fp Cgil medici. Il ginecologo Severino Antinori, autore del ricorso al Tar contro le linee guida lo giudica un «piccolo positivo passo in avanti» anche se «arrivate in grave ritardo. C'è da sperare che siano i tribunali a cancellare alcune norme chiaramente anti costituzionali: violazione al diritto alla salute, diritto alla ricerca, alla libera procreazione e alla terapia, tutti diritti violati sulla legge 40. E c'è da sperare che il nuovo Parlamento introduca miglioramenti».

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01/05/2008










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