000 euro
al mese. L'altro è Oscar Terzi, 32 anni, operaio, residente
a Senago (Milano), anche lui condannato per aver rapinato
nel 2001 la stessa agenzia nella quale ha tentato di nuovo
l'assalto ieri.
Hanno deciso la rapina perchè avevano
fatto debiti e non sapevano come farvi fronte. «Avevamo
bisogno di soldi, lo stipendio non ci basta più», hanno
spiegato i due ai carabinieri che, dopo 20 minuti di paura
e di tensione perché in mano ai due c'erano ostaggi, li
hanno convinti ad arrendersi e condotti nel carcere di
Monza con l'accusa di rapina a mano armata e sequestro di
persona. I due ieri sono tornati al loro «vecchio» mestiere
assaltando la filiale del Credito Artigiano di via Monte
Resegone, a Cesano Maderno.
I due banditi, armati di
pistola, travisati con parrucche e calzamaglia, guanti alle
mani, verso le 10.25 sono entrati in banca. Pistola in
pugno, hanno chiesto di consegnare subito tutti i soldi. Ma
è scattato l'allarme (collegato con la caserma dell'Arma).
Così, mentre era ancora in corso la rapina, sono arrivati i
carabinieri, che hanno circondato la banca e isolato la
zona. Quando i due rapinatori hanno sentito le sirene,
hanno preso in ostaggio il direttore della banca, Aldo
Losi, 45 anni, e uno dei cassieri, un uomo di 40 anni. Sono
usciti dall'agenzia e, puntando la pistola alla testa degli
ostaggi, hanno chiesto ai carabinieri di spostarsi e di
lasciarli fuggire. Sono stati attimi di autentica tensione,
ma i carabinieri devono aver intuito che quei due
rapinatori non erano proprio degli sprovveduti, nè dei
disperati disposti a trasformarsi in assassini e a farsi a
loro volta uccidere. E non hanno ceduto: sono rimasti a
sbarrare la strada coi mitra spianati. E allora, dopo 5
minuti lunghissimi di inutile trattativa, i due rapinatori
hanno fatto dietrofront e sono rientrati nell'agenzia
portandosi dietro gli ostaggi.
Il comandante della
tenenza di Cesano Maderno, Mauro Maronese, e il comandante
del Nucleo operativo della Compagnia di Desio, maresciallo
Sebastiano Ciancimino sono allora entrati in banca e hanno
convinto i rapinatori a deporre le armi, portandoli fuori
in manette. «Ho detto loro che, se si arrendevano senza
fare resistenza e con un buon avvocato, avrebbero avuto
sicuramente un'altra chance di ricominciare nella vita», ha
raccontato il tenente Maronese. «Loro ci hanno pensato per
qualche attimo e poi hanno accettato. Ci hanno chiesto solo
di non sparargli addosso».
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01/05/2008