Triplice appello del Papa per Somalia, Darfur e Burundi,
durante il Regina Coeli recitato dalla finestra del suo
studio su piazza San Pietro, a soli 9 giorni dal discorso
alla assemblea generale delle Nazioni Unite in cui aveva
chiesto di non lasciare all'Africa soltanto gli effetti
negativi della mondializzazione.
«E adesso un
appello», ha detto fuori testo Benedetto XVI subito dopo
aver recitato il Regina Coeli, la preghiera che in questo
periodo dell'anno sostituisce l'Angelus. «Le notizie che
giungono da alcuni Paesi africani - ha spiegato -
continuano a essere motivo di profonda sofferenza e viva
preoccupazione. Vi chiedo di non dimenticare queste
tragiche vicende e i fratelli e le sorelle che vi sono
coinvolti! Vi chiedo di pregare per loro e di farvi loro
voce!». Della Somalia ha citato gli «aspri scontri armati»
che «rendono sempre più drammatica la situazione umanitaria
di quella cara popolazione». Il Darfur, «nonostante qualche
momentaneo spiraglio, rimane una tragedia senza fine per
centinaia di migliaia di persone indifese e abbandonate a
se stesse». E per il Burundi c'è «il rischio di una nuova
guerra civile».
«Confido - ha concluso - che le
Autorità politiche locali, i responsabili della comunità
internazionale e ogni persona di buona volontà non
tralasceranno sforzi per far cessare la violenza e onorare
gli impegni presi».
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28/04/2008