«Quanto accaduto in questi giorni ai due ragazzi di
Bracciano poteva essere evitato se avessero osservato
quelle minime precauzioni che tutti gli istruttori di canoa
insegnano ai propri allievi, come prima cosa ma che anche
il buon senso di un genitore intuisce». Purtroppo i giovani
amano lo spirito d'avventura che certi attrezzi sportivi
fanno provare; il guaio è che spesso pure i grandi
affrontano laghi, mari e fiumi senza i necessari
accorgimenti. «Per andare in canoa è necessario saper
nuotare, pur se esistono scafi difficilmente rovesciabili e
affondabili. Se si va da soli, meglio indossare un
salvagente. Importante è pure l'abbigliamento, l'acqua è
spesso più fredda dell'aria ed una caduta accidentale può
provocare - nelle giornate non estive - uno shock termico
con crampi che limitano i movimenti. Una tuta o maglia
pesante lo evitano».
Come un tuffo ed una nuotata è
consigliabile non farli subito dopo mangiato, così è per
«un'uscita» in canoa, sia agonistica che amatoriale: le
mani che si bagnano pagaiando o gli spruzzi creati da
qualche onda possono provocare qualche brivido, ininfluente
se si è a stomaco vuoto ma non durante la digestione.
«Qualsiasi problema si risolve però se, da inesperti, si
rimane molto vicini la riva. Le canoe non da competizione
riescono poi - per la loro conformazione - anche a
sopportare in sicurezza usi non appropriati, come due
persone su una monoposto. Un ultimo consiglio. Ovunque c'è
acqua ci sono vicini società o centri di canoa, con un
istruttore qualificato: poche lezioni è imparerete a
divertirvi senza rischiare».
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27/04/2008