Il tribunale della libertà di Catanzaro, infatti, ha
annullato la decisione del gip con la quale era stata
concessa una proroga delle indagini chiesta dal sostituto
procuratore della Repubblica, Alessia Miele.
Il
difensore di parte civile, Enzo De Caro, sulla vicenda ha
detto che «questa scarcerazione è dovuta alla lentezza
della giustizia. Purtroppo in questi procedimenti sono
necessarie consulenze tecniche per le quali c'è bisogno di
tempi biblici. Il pm è un magistrato serio, ma in questo
caso i fattori che hanno portato alla scarcerazione sono
stati altri. La famiglia Bellorofonte è distrutta: ora c'è
il rischio che i familiari della ragazza si ritrovino per
strada l'assassino della loro figlia. È una vergogna».
Il giovane, nel corso di un litigio per futili motivi,
sparò 4 colpi di pistola contro la fidanzata. Campise tornò
a casa e, dopo essersi cambiato i vestiti, decise di
presentarsi spontaneamente ai carabinieri che lo
arrestarono.
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26/04/2008