Però questa volta è diverso perchè gli
appuntamenti elettorali sono ormai agli sgoccioli, la
scadenza è il tre giugno e nel mezzo ci sono solo due date
che potrebbe in qualche modo fare una differenza, quella
del 6 maggio in Indiana e Carolina del nord che assegnerà
218 delegati e quella del 20 maggio in Kentucky e Oregon
con 125 delegati.
A prescindere dal risultato, un dato
è certo ed è quello che Obama non è più un «bravo ragazzo».
Vi ricordate il timido candidato di inizio campagna
elettorale che faceva il gentiluomo e condannava le
tattiche negative? Non c'è più, al suo posto c'è un uomo
dal carattere combattivo che cerca in tutti i modi di
screditare la sua avversaria. In molti si sono chiesti cosa
è successo, ma d'altro canto Obama ha bisogno di mettere in
chiaro le cose e colpire la Clinton nel punto in cui al
momento lei sembra più debole, ossia l'affidabilità.
Hillary, invece, oltre a difendersi dagli attacchi di
Obama, ha un altro problema, deve guardarsi le spalle dalle
giovani femministe le quali sembrano aver abbandonato la
politica di genere a sostegno dello stesso sesso e si sono
fatte «intrigare» da un maschietto. Le giovani femministe
sono contro la Clinton perchè ricorda loro la madre e nello
stesso tempo hanno iniziato una nuova forma di femminismo,
che va contro coloro che hanno iniziato il movimento. Obama
da parte sua ha un problema con gli uomini di razza bianca
e di età superiore ai 30 anni. Non è una questione da poco
perchè in Pennsylvania questa fetta di elettorato è tra
quelle decisive.
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22/04/2008