Un traffico che
è stato scoperto dai carabinieri del Noe. Tredici le
persone coinvolte: cinque in carcere, sei agli arresti
domiciliari e due obblighi di firma. Tra le persone finite
in carcere, ci sono i due cinesi accusati di avere fatto da
intermediari con le industrie della Cina. Coinvolti anche
alcuni imprenditori campani che operano nel settore della
raccolta e dello smaltimento dei rifiuti.
I rifiuti
venivano fatti passare dalle dogane di Salerno e Gioia
Tauro come materie prime in plastica che venivano
riutilizzate in Cina e in altri paesi dell'Estremo Oriente,
destinate successivamente alla produzione di merci per il
consumo del mercato europeo.
Complessivamente i
carabinieri hanno sequestrato 2.648 tonnellate di rifiuti,
contenuti in 16 container in transito nel porto di Gioia
Tauro. I rifiuti sequestrati, invece di essere trasformati
dalle imprese, venivano spediti in Cina allo stato
originario, dopo essere stati sottoposti semplicemente a
una riduzione volumetrica. Una volta giunti a destinazione
venivano utilizzati per produrre plastica, metalli e carta.
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22/04/2008