Il primo attacca: «Dopo il caso Reggiani nulla è stato
fatto». Il secondo ribatte: «Niente polemiche, invito tutti
a mobilitarsi e ad essere uniti contro il crimine piuttosto
che compiere strumentalizzazioni politiche. Quando si
verifica un crimine a Milano - ha spiegato Rutelli -
nessuno accusa il sindaco, penso si debba avere più
rispetto delle vittime. Quella della violenza, soprattutto
della violenza sulle donne è un'emergenza vera in cui tutti
devono fare la propria parte».
Ma che non sia tempo
delle polemiche che si trasformano inevitabilmente in
schermaglie elettorali, lo capiscono bene i due candidati
che, ricordano le proposte dei rispettivi programmi per
arginare quella che in certi periodi diventa una vera e
propria emergenza sicurezza.
Così, Rutelli ricorda il
programma per arginare quei fenomeni di cirminalità che
soltanto una legge nazionale può tentare di risolvere: «Più
sicurezza nel trasporto pubblico, continuando con
l'attuazione del Piano di messa in sicurezza delle stazioni
avviato dalla giunta Veltroni - ricorda Rutelli - e
soluzioni aggiuntive, come «una rete di colonnine sos per
lanciare l'allarme nelle aree più a rischio e isolate», il
potenziamento della copertura della rete dei cellulari
nelle stazioni e in tutti i tragitti di metro e treni ed
una «sperimentazione calibrata, evitando gli al lupo al
lupo, di braccialetti di segnalazione del pericolo»
destinati ad esempio a donne che percorrono da sole zone
isolate.
«Un sindaco deve difendere le donne da questa
escalation di violenza - ha continuato il candidato del
centrosinistra - si stanno registrando violenze gravissime
contro le donne nelle nostre città a Roma, Milano, Firenze
e La Spezia. Nel nostro Paese nel 2007 si sono registrati
4.663 casi accertati di violenze, quasi 13 al giorno.
Servono interventi ad ampio raggio».
Alemanno va alla
stazione de La Storta, divenuta improvvisamente scenografia
di stupro e violenza.
Sconvolgenti le analogie con il
caso Reggiani.
«Qui c'è un surplus di incuria - ha
detto Alemanno - non è ammissibile che a Roma ci siano
stazioni non sorvegliate» ha commentato a caldo Alemanno
che ha poi sottolineato la gravità di un fatto «che si è
verificato nello stesso quadrante geografico dove è stata
uccisa Giovanna Reggiani e con la stessa dinamica, almeno
qui potevano fare qualcosa. Questa stazione non è
illuminata ne sorvegliata». Visitando i binari deserti
Alemanno ha poi sottolineato come «il problema non è dei
romeni ma complessivo: bisogna garantire l'espulsione di
chi delinque, è certamente un problema di tutte le aree
metropolitane ma Roma ha due aggravanti: la sua
conformazione di intreccio tra aree verdi ed abitate e la
crescente presenza di clandestini». Tutto ciò è stato
aggravato «dalla visione buonista di Rutelli e Veltroni -
incalza Alamenno - Non è vero che Roma è sicura come
Veltroni ha detto nei due consigli comunali straordinari,
serve un programma di emergenza che preveda presidi, posti
di polizia, sistemi di videosorveglianza, illuminazione, in
tutte le aree come le stazioni ferroviarie dove transitano
le persone, affinché possano muoversi liberamente».
Arriva secca la replica di Rutelli: «Il decreto sulla
sicurezza ha dato ottimi risultati. In particolare il
provvedimento ha permesso che 280 persone venissero
allontanate dal territorio nazionale. Per quanto riguarda
La Storta è una delle 24 stazioni di Roma in cui sono stati
fatti i primi interventi di decoro - ricorda Rutelli - e
sono in corso le procedure per l'appalto per i lavori di
illuminazione e installazione del sistema di
videosorveglianza, i lavori partiranno a settembre».
Sus. Nov.
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20/04/2008