Zawahri si è preso gioco della
decisione di George W. Bush di sospendere le operazioni di
ritiro delle truppe dall'Iraq previste per quest'estate,
dicendo che il presidente degli Stati Uniti non ha il
coraggio di ammettere la sconfitta e che sta cercando di
passare la «patata bollente» al suo successore. «Le truppe
americane, se se ne andranno avranno perso tutto e se
invece decideranno di rimanere andranno incontro alla morte
- sostiene il medico egiziano ideologo di Al Qaeda - E
questo è ciò che Bush ha scelto per il suo esercito e per
la sua gente, che lo ha votato due volte».
Ma il vice
di Osama Bin Laden torna a indicare Bendetto XVI come un
nemico dell'Islam. Facendo riferimento al dialogo proposto
di recente dal re saudita con il Vaticano, Al Zawahiri
accusa: «La famiglia reale saudita ha consegnato le
ricchezze della penisola araba agli americani e permette
loro di aprire basi nelle nostre terre. Abdullah ibn
Abdelaziz è impegnato nel visitare il Papa, che attacca
l'Islam e il suo profeta, ed è impegnato nell'invitarlo al
dialogo tra le religioni. Ma prima di dialogare con i non
musulmani, perché non ascolta il suo popolo musulmano che
vive nella povertà nella disoccupazione senza acqua ed
elettricità?».
Ayman al Zawahri sceglie l'anniversario
della caduta di Baghdad per rilanciare la guerra contro gli
Stati Uniti e i suoi alleati. La registrazione audio del
nuovo appello contiene riferimenti sia all'audizione dall'8
aprile scorso davanti al Congresso Usa del generale David
Petraeus, comandante delle truppe Usa in Iraq; sia allo
sciopero dei lavoratori del settore tessile nel nord del
Cairo, avvenuto due giorni prima in Egitto: entrambi
elementi che confermano che il messaggio è stato inciso di
recente. L'appello di Zawahri è per la mobilitazione
generale dei musulmani. «L'Iraq sarà la fortezza dell'Islam
dalla quale partiranno le falangi islamiche, per gli
americani questa guerra è stata una sconfitta». E per la
prima volta attacca l'Iran in modo frontale accusandoloa di
volere trasformare il sud del'Iraq in un feudo come nel sud
del Libano.
Vai alla homepage
19/04/2008