Benedetto XVI è venuto in America per colmare il «divario di Dio» e per affermare che la modernità non deve schiacciare la fede religiosa. A dispetto di tante nostre incertezze, anche lessicali, che spesso nascondono sottili distinguo ideologici, per i columnist americani il Papa «rappresenta Dio» e tale presenza è incorniciata in un vento universalmente definito «storico». Un commentatore in vena di similitudini paradossali scrive: «Benedetto XVI non e' David Beckam. Almeno lui non ci sta deludendo !». Poi, certo, ci sono le «questioni non negoziabili» come il no all'aborto e la tutela della vita umana dal concepimento alla morte naturale. Bush, «il cattolico» ha dato una mano a Benedetto XVI dimostrando di esere in perfetta sintonia col Papa di Roma. Ha alzato al massimo il livello della visita ed ha fatto proprio il Ratzinger-pensiero su fede e ragione, affermando, lui laico, i pericoli della «dittatura del relativismo» e la centralità della visione cristiana nella costruzione del futuro di un Paese non piu' "gendarme del mondo, bensi' modello etico da imitare e punto di riferimento internazionale. Non una semplice operazione di "restyling" , un'operazione di facciata. L'America ha bisogno di investire sulla speranza e il Papa della speranza cristiana è sentito come un alleato. A dirla tutta, sempre parlando di George W. Bush, qualcuno azzarda e ritiene che in quel «cattolico» ci sia molto di vero. Appartenente alla Chiesa Metodista in Texas , il presidente si è circondato di intellettuali, speechwriter, consiglieri , politici cattolici. Con le loro idee hanno plasmato gli anni di Bush con una intensita' che non ha precedenti nella storia americana. Paul Weiyrich, guru della destra religiosa, ne e' convinto: «In Bush si avverte l'influenza di Tony Blair che si e' convertito lo scorso anno. Penso che creda in segreato». E John Di Giulio , direttore del "Movimento di Fede" voluto da Bush, taglia corto: «Il presidente USA è un cattolico nascosto». C'e' anche la ricaduta in termini elettorali sulle primarie americane della visita. "Filo-democratico o filo-repubblicano ", dove batte il cuore di Joseph Ratzinger ? Per ora gli appigli sono pochissimi. Il Papa si è ben guardato dall'infilarsi nel gorgo di una competizione ancora all'insegna dell'incertezza. Il clima, tuttavia, è cambiato rispetto agli ultimi anni di pontificato di Giovanni Paolo II, quando esplose il dissenso con l'Amministrazione di Bush per l'intervento in Iraq. Benedetto XVI è sentito come "americano", piu' vicino, dunque, persino piu' autorevole e degno di attenzione. I massmedia e l'opinione pubblica chiedono altro: chiedono autocritica. Qualcosa fra il lavacro collettivo e il reiterato ritorno sul luogo del delitto. Cosa e' meglio degli abusi sui minori da parte dei predicatori di Dio? «Prendo atto del dolore che la Chiesa in America ha provato come conseguenza dell'abuso sessuale di minorenni. Nessuna mia parola potrebbe descrivere il dolore e il danno recato da tale abuso». Papa Ratzinger non deflette dalla sua opinione e lo fa, in mattinata, nel Nationals Park Stadium di Washington, sotto un sole splendente, in un contesto magico, quasi irreale. Gli abusi, dunque. E dietro tale spaventoso fenomeno, tante vittime innocenti, famiglie distrutte, Chiese e diocesi in perdita di credibilità. Quarantaciquemila persone presenti, a fronte di oltre centomila richieste, fra stellari misure di sicurezza, canti latini e musiche popolari, Placido Domingo,bandiere e cappellini coloratissimi. Si può parlare di Dio fra lo skyline dei grattacieli o in città sprofondate nel benessere? Ha ancora senso palare di educazione cattolica, di scuola cattolica ? Nell'incontro con gli esponenti del mondo universitario ed educativo cattolico, Benedetto XVI va al cuore dell'identità cattolica, del suo essere in relazione con le altre identità. Nel ragionamento di Ratzinger si sente l'eco della "lectio magistralis" di Ratisbona: il rapporto fra verità di fede e verità di ragione; il servizio alla verità che assume un significato elevato in una società in cui l'ideologia secolarista pone un cuneo fra verità e fede; la dimensione trascendente della persona; il discernimento fra bene e male contro la tentazione di andare ad una «inconsulta caccia di novità in passerella come realizzazione della libertà» l'incapacita' ad ammettere imperfezioni ed errori; l'educazione sessuale ridotta alla semplice «gestione del rischio». La faticosissima giornata di Papa Benedetto si chiude con i rappresentanti delle altre religioni. Anche qui l'America delle mille e una religione, la moderna babele del sacro. "Una societa' unita -dice il Papa- puo' derivare da una pluralita' di popoli , a condizione che tutti riconoscano la liberta' religiosa come un diritto civile fondamentale". Dialogo ma nella "chiara esposizione delle nostre rispettive dottrine religiose". Alle Comunita' Ebraiche, potenti ed influentissime, viene consegnato un messaggio alla vigilia della "Pesah", la Pasqua. Nessun accenno alle recenti polemiche legate alla reintroduzione della liturgia pre-conciliare.
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Giuseppe De Carli
18/04/2008