L'allarme viene da uno studio della Copenaghen University, pubblicato su The Cochrane Collaboration. Gli scienziati hanno appurato che non c'è «nessuna prova convincente» che gli integratori facciano bene alla salute, mentre ve ne sarebbero sulla loro dannosità. Un risultato di grande rilievo, se si tiene conto che solo in Gran Bretagna una donna su tre e un uomo su quattro fanno largo uso di pillole vitaminiche per prevenire influenza e altri malanni, e l'industria è in continua crescita.
Lo studio, uno dei più vasti, ha coinvolto 232.000 partecipanti, confrontando chi ha assunto integratori con chi ha preso solo un placebo o non ha avuto nessun trattamento. Gli integratori analizzati sono stati il beta-carotene (un precursore della vitamina A, che è convertito in vitamina nel corpo), la vitamina C, la E e il selenio. E i risultati parlano chiaro: «I soggetti a cui sono state somministrate betacarotene, vitamina A ed E - sottolinea Goran Bjelakovich, il ricercatore che ha guidato la ricerca - hanno mostrato un aumento dei tassi di mortalità».
«Cartellino rosso» alle vitamine in pillola arriva anche dal farmacologo Silvio Garattini, direttore dell'Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri di Milano.
Allarmistico e privo di concreti riscontri, invece, lo studio danese secondo Renato Minasi, presidente di FederSalus.
Vai alla homepage
17/04/2008