«Ci fa
piacere la visita alla Sinagoga - afferma il rav - Questo
significa che è vicino alla nostra comunità».
L'importanza dell'incontro al Tempio di New York è
sottolineata dal fatto che nella Grande Mela «c'è il più
grande concentramento ebraico di tutto il mondo- ricorda
Bemporad - Lì vivono più ebrei che in qualsiasi altra
città». «Questo Papa vuole fare del suo meglio per
migliorare il dialogo ebraico-cattolico» sostiene il
rabbino del New Jersey, Jack Bemporad, che nei giorni
scorsi è intervenuto a Roma alla Pontificia Università di
San Tommaso a un convegno interreligioso.
Le polemiche
seguite alla reintroduzione della preghiera latina del
Venerdì santo dove gli ebrei sono descritti come
responsabili della morte di Gesù, non sembrano abbiano
conseguenze sulla visita alla sinagoga newyorkese.
«La
dichiarazione del Vaticano chiarisce in maniera sincera
tutte le incomprensioni che ci sono state sulla preghiera
del Venerdì», ha affermato il rabbino del New Jersey. «Si
tratta di una dichiarazione chiarificatrice. La Santa Sede
afferma ciò che realmente pensa, ossia - ha spiegato
l'esponente ebraico - che in alcuna maniera, con la
reintroduzione della preghiera del venerdì voleva offendere
la sensibilità degli ebrei».
A lui risponde
l'arcivescovo di Washington Donald W. Wuerl anche lui
impegnato nel dialogo tra ebrei e cristiani. «L'auspicio è
che i tratti unificatori delle religioni del mondo - ha
spiegato il prelato - possano costituire la base per un
terreno comune e siano i princìpi di un sincero pluralismo
nella ricerca di rapporti umani migliori e, in ultima
analisi, della pace nel mondo».
«Il modo in cui tutte
queste cose che accadono abbiano un senso è che sia
possibile spiegarle. Generalmente, noi dobbiamo spiegare il
legame con certi valori che noi crediamo siano permanenti:
la fiducia, il concetto della verità, il concetto del bello
e del buono». Su queste basi è possibile costruire il
futuro. «Proprio le religioni, che tanta influenza hanno
sui popoli, giocano un ruolo fondamentale per costruire la
pace -, ha osservato l'esponente ebraico. Spetta a loro lo
sforzo maggiore e per farlo devono lavorare sui valori
etici comuni e cioè giustizia, misericordia,
comprensione».
A New York la scelta di Benedetto XVI
di andare alla sinagoga rientra in questo cammino
intrapreso tra Chiesa cattolica e ebraismo. Un dialogo che
ha ampio spazio proprio degli Stati Uniti.
Mau.Pic.
Vai alla homepage
13/04/2008