mo incontro non ci si
aspetta alcun accordo sul nodo più intricato dello scudo
spaziale.
È stato lo stesso Putin a segnalare, nel suo
discorso a Bucarest, la disponibilità del leader del
Cremino a rilanciare un dialogo costruttivo tra Mosca e
Washington e tra la Russia e la Nato: «Nessuno vuole
tornare al passato». Ma ci sono ferite che bruciano. Mosca
si sente veramente minacciata dalla espansione della Nato a
est, dall'assalto ai suoi confini. L' ingresso
nell'Alleanza di Ucraina e Georgia, secondo il presidente
Bush, sarà positivo anche per la Russia «perchè e nel suo
interesse avere Paesi democratici ai suoi confini». Ma
Putin ha una visione diversa del problema: «La Nato non può
garantire la sua sicurezza a spese della nostra sicurezza».
L'ostinazione con cui Bush ha perseguito a Bucarest la
causa perduta dell'ingresso immediato delle due ex
repubbliche sovietiche non solo ha provocato furore a
Mosca, ma ha lasciato perplessi gli stessi alleati della
Nato, che ritengono prematura la mossa e hanno bloccato il
presidente Usa con un secco «No».
A Soci si parla molto
di scudo spaziale. Quello tra Bush e Putin è stato finora
un dialogo tra sordi. Il presidente Usa continua a ripetere
che il sistema anti-missile vuole proteggere l'Europa dalle
iniziative catastrofiche di Paesi come l'Iran e che Mosca
non ha niente da temere. Putin replica che le sue
conseguenze sono più importanti delle intenzioni, buone o
cattive che siano: lo scudo turba l'equilibrio strategico
tra Mosca e la Nato in Europa.
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06/04/2008