Alcuni di essi che erano feriti
vengono curati», ha detto Surendra Rai, un ufficiale della
polizia.
Ventisei persone sono state arrestate ed armi
sono state confiscate in un monastero nel Sichuan, nella
Cina sudoccidentale, in relazione alle recenti proteste
anticinesi. Lo scrive la Nuova Cina. Citando la polizia
locale, l'agenzia cinese scrive che la polizia ha scoperto
ieri 30 pistole, 498 proiettili, due chili di esplosivo e
«un numero importante» di coltelli nel monastero di
Geerdeng, nella provincia del Sichuan. «Ventisei sospetti
sono stati arrestati perché sospettati di aver partecipato
alle violente manifestazioni del 16 marzo», rende noto la
polizia. Religiosi del monastero parteciparono a violente
manifestazioni contro edifici governativi due giorni dopo
gli incidenti di Lhasa. La Nuova Cina precisa che la
polizia ha anche sequestrato telefoni satellitari, decoder
capaci di ricevere televisioni straniere, fax, computer,
una bandiera vietata del governo tibetano in esilio e
striscioni che chiedono l'indipendenza del Tibet.
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31/03/2008