È un pellegrinaggio triste quello che centinaia
di persone hanno compiuto ieri in via Consolazione per
rendere omaggio ai «due angeli di Gravina».
Mentre la
gente, all'esterno della casa dalle «cento stanze»,
continuava a chiedersi il perché di una morte così assurda,
e se il papà dei due ragazzini debba continuare a restare
in carcere, nella vecchia masseria i medici legali
raccoglievano nuovi elementi per capire se la morte dei due
fratellini sia stata causata da un incidente o
dall'improbabile azione di un assassino. Le prime conferme
sono arrivate dal medico legale nominato dalla procura,
Francesco Introna, che al termine del sopralluogo ha detto:
«Abbiamo fatto delle analisi, è stato detto che sui corpi
di Ciccio e Tore non ci sono segni di violenza, abbiamo
trovato delle lesioni compatibili con una precipitazione».
E subito dopo ha rivelato che sono cinque e non tre i punti
di accesso al cunicolo della cisterna in cui sono stati
trovati i cadaveri: i tre punti finora conosciuti sono nel
cunicolo verticale ad un'altezza di sei, 16 (da qui sarebbe
precipitato Ciccio) e 22 metri dalla cisterna; gli altri
due, quelli trovati ieri, si troverebbero sul soffitto
della cisterna ma da lì non sarebbe potuto precipitare
nessuno.
Cosa sia successo in quella casa la sera del 5
giugno 2006, quando Ciccio e Tore scomparvero, nessuno lo
sa spiegare. E forse rimarrà per sempre un mistero dato che
sono passati 20 mesi e molte tracce utili sono scomparse. È
certo che accanto al cadavere di Salvatore sono state
trovate due palline da biliardino (oltre a un evidenziatore
e alla batteria di un cellulare) ed è certo che nella
vecchia masseria c'è un deposito di flipper e biliardini
arrugginiti. Quindi - si chiede qualcuno - è possibile che
quella sera i fratellini siano andati nella casa per
giocare, così come facevano spesso? Marco, che oggi ha 16
anni, e che in quella vecchia masseria ha scorrazzato fino
a due anni fa, racconta che lui e i suoi amici andavano a
giocare in quel deposito. E forse lo facevano ancora tutti
i frequentatori abusivi di quella casa maledetta. Ma si
tratta di ipotesi.
L'unica certezza è che col passare
delle ore il quadro indiziario a carico di Filippo
Pappalardi, in carcere per omicidio e occultamento di
cadavere, si sgretola sempre più. Entro martedì si
conoscerà quale parere darà la procura alla richiesta di
scarcerazione di Pappalardi. Poi, forse entro cinque
giorni, deciderà il gip.
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03/03/2008