Ovvero, non potrà più celebrare messa o confessare.
Lo ha stabilito il Papa accogliendo una richiesta fatta
dallo stesso fondatore della Comunità Incontro per restare
con i suoi ragazzi fino alla morte e per affrontare
l'inchiesta per molestie sessuali nei confronti di alcuni
ex ospiti della struttura senza coinvolgere l'autorità
ecclesiastica.
Pietro Gelmini (ormai) ha espresso
«grande gioia» e dalla comunità si parla di «un segno di
attenzione e disponibilità da parte del Vaticano, in uno
spirito di unità tra don Pierino e la Chiesa». La notizia è
trapelata nel giorno del ritorno in Italia del sacerdote
dal Sud America (il 20 gennaio ha compiuto 83 anni) dove ha
trascorso un periodo di riposo per riprendersi dai problemi
cardiaci in seguito al malore accusato il 20 dicembre
scorso. A Mulino Silla di Amelia, casa-madre della Comunità
Incontro, i suoi ragazzi sono ansiosi di incontrarlo per
fargli festa. E il pensiero del sacerdote,
nell'intraprendere il viaggio, è stato proprio per loro.
«Torno dai miei figli dell'amore» aggiungendo di apprezzare
«immensamente la paterna sollecitudine del Santo Padre che
gli consente di rimanere serenamente alla guida della
Comunità Incontro».
E - come aveva spiegato nel momento
di chiedere a Benedetto XVI la riduzione allo stato laicale
- è questo un impegno al quale il sacerdote non intende
rinunciare «perinde cadaver», fino alla morte. Anche per
questo fonderà una fraternità laicale dedicata alla
diffusione nel mondo della «Cristoterapia».
Sarà una
fraternità anche di consacrati - spiegano dalla Comunità
Incontro - quindi di religiosi. Appare evidente la speranza
di Pietro Gelmini che questa fraternità di laici dedicati
alla Cristoterapia sia e continui a rimanere nell'alveo di
un'assoluta fedeltà alla Chiesa.
Sul piano giudiziario,
c'è da dire che nelle prossime settimane Gelmini e i suoi
difensori torneranno ad affrontare l'inchiesta della
Procura di Terni nella quale è indagato per molestie
sessuali nei confronti di nove ex ospiti della Comunità,
che per l'accusa si sarebbero protratte per dieci anni. Al
sacerdote, proclamatosi sempre estraneo a ogni addebito, il
27 dicembre è stato notificato l'avviso di conclusione
indagini e ora il pm Barbara Mazzullo dovrà decidere se
chiedere il rinvio a giudizio o l'archiviazione delle
accuse.
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02/03/2008