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Accolta da Joseph Ratzinger la richiesta rivoltagli dal prete antidroga per la riduzione allo stato laicale

Pietro Gelmini non è più «Don»

Marino Collacciani
m.collacciani@iltempo.it

Era per tutti il «Don» e tale resterà fino alla fine dei suoi giorni nella comunicazione verbale. Adesso però Pietro Gelmini, dopo 59 anni di sacerdozio, è tornato allo stato laico.

Ovvero, non potrà più celebrare messa o confessare. Lo ha stabilito il Papa accogliendo una richiesta fatta dallo stesso fondatore della Comunità Incontro per restare con i suoi ragazzi fino alla morte e per affrontare l'inchiesta per molestie sessuali nei confronti di alcuni ex ospiti della struttura senza coinvolgere l'autorità ecclesiastica.
Pietro Gelmini (ormai) ha espresso «grande gioia» e dalla comunità si parla di «un segno di attenzione e disponibilità da parte del Vaticano, in uno spirito di unità tra don Pierino e la Chiesa». La notizia è trapelata nel giorno del ritorno in Italia del sacerdote dal Sud America (il 20 gennaio ha compiuto 83 anni) dove ha trascorso un periodo di riposo per riprendersi dai problemi cardiaci in seguito al malore accusato il 20 dicembre scorso. A Mulino Silla di Amelia, casa-madre della Comunità Incontro, i suoi ragazzi sono ansiosi di incontrarlo per fargli festa. E il pensiero del sacerdote, nell'intraprendere il viaggio, è stato proprio per loro. «Torno dai miei figli dell'amore» aggiungendo di apprezzare «immensamente la paterna sollecitudine del Santo Padre che gli consente di rimanere serenamente alla guida della Comunità Incontro».
E - come aveva spiegato nel momento di chiedere a Benedetto XVI la riduzione allo stato laicale - è questo un impegno al quale il sacerdote non intende rinunciare «perinde cadaver», fino alla morte. Anche per questo fonderà una fraternità laicale dedicata alla diffusione nel mondo della «Cristoterapia».
Sarà una fraternità anche di consacrati - spiegano dalla Comunità Incontro - quindi di religiosi. Appare evidente la speranza di Pietro Gelmini che questa fraternità di laici dedicati alla Cristoterapia sia e continui a rimanere nell'alveo di un'assoluta fedeltà alla Chiesa.
Sul piano giudiziario, c'è da dire che nelle prossime settimane Gelmini e i suoi difensori torneranno ad affrontare l'inchiesta della Procura di Terni nella quale è indagato per molestie sessuali nei confronti di nove ex ospiti della Comunità, che per l'accusa si sarebbero protratte per dieci anni. Al sacerdote, proclamatosi sempre estraneo a ogni addebito, il 27 dicembre è stato notificato l'avviso di conclusione indagini e ora il pm Barbara Mazzullo dovrà decidere se chiedere il rinvio a giudizio o l'archiviazione delle accuse.

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02/03/2008










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