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Emergenza valanghe Le squadre di soccorso del Corpo Forestale in esercitazione sulle Dolomiti

Cani ed esperienza contro le insidie della montagna

Maurizio Piccirilli
m.piccirilli@iltempo.it
CORTINA Leo vola, corre, si tuffa nella neve. Leo ha dieci anni, fulvo e ha partecipato a innumerevoli soccorsi. È un pastore tedesco del Corpo Forestale del servizio Saf, servizio soccorso valanghe.

Un cane che vola perché fa parte del gruppo di soccorritori che vengono trasportati in elicottero sul luogo della ricerca. Lo scorso anno sono state numerose le valanghe nell'arco alpino. In alcuni casi provocando vittime. Questo inverno sono già tre i morti. Un problema che si sta intensificando in questi ultimi anni sia nelle Alpi che negli Appennini e che il servizio Meteomont della Forestale monitorizza in collaborazione con il Comando Truppe Alpine e l'Aeronautica militare. «Rilevazioni quotidiane nei campi di osservazione - spiega Vincenzo Romeo, responsabile del servizio Meteomont - ci permettono di tenere sotto controllo la situazione. La consistenza della neve e i cambiamenti atmosferici possono essere repentini. Il nostro bollettino, con quattro gradi di pericolosità, avvisa sui rischi nelle diverse zone». Ma sempre più spesso turisti e sciatori vengono travolti da slavine. «È importante l'informazione - sottolinea Alberto Colleselli comandante del Veneto del Cfs - maggiore è la diffusione delle notizie sulla situazione in montagna meno rischi si corrono. Per questo i giornali, gli albergatori e tutti gli operatori del settore devono contribuire a diffondere i dati di Meteomont. Il Corpo forestale in questi anni si adopera per spiegare nelle scuole i rischi connessi con la montagna. Un lavoro di prevenzione che inizia dai piccoli».
A 1800 metri a Malga Rinbianco poco sopra Misurina, le squadre di soccorso della Forestale sono impegnate in un'esercitazione che vede all'opera un elicottero Ab412 con una squadra di cinofili e due squadre a terra di soccorritori per sondare il crinale innevato sommerso dalla valanga. Un lavoro certosino con sondini lunghi fino a 3,5 metri. Grande aiuto per essere rintracciati sotto il manto nevoso può venire dall'Arva, un sistema di localizzazione sonoro che consente di individuare le persone sommerse dalla slavina.

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02/02/2008










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