L'imputato che ha scelto di essere
giudicato con rito abbreviato, nel caso di una condanna,
rischia quindi una pena di 30 anni di reclusione. Per
l'accusa, Calamandrei avrebbe anche pagato per avere parti
di corpo femminile asportate durante alcuni degli omicidi.
L'altro pm che ha condotto l'indagine, Alessandro Crini, ha
ricostruito in una lunga requisitoria le indicazioni
fornite dall'ex moglie di Calamandrei, Mariella Ciulli che
nel 1988 raccontò ai carabinieri che l'ex marito conservava
in casa una pistola e in un memoriale lo descrisse come «un
soggetto malato rovinato dalla frequentazione di un certo
gruppo di persone». Secondo gli inquirenti è questo il
secondo livello che si celava dietro il «mostro di
Firenze», oltre a quello dei «compagni di merende» Pietro
Pacciani, Mario Vanni e Giancarlo Lotti. Secondo l'accusa,
il secondo livello era formato da un gruppo di
professionisti, tra i quali un dermatologo, un ortopedico,
un imprenditore, un orafo e il medico perugino Francesco
Narducci, morto nel 1985. Tutti insieme partecipavano a
festini con prostitute, mentre Calamandrei sarebbe stato il
legame fra i compagni di merende e i festini.
23/01/2008