Era passata quasi
in sordina, la mozione approvata dal parlamentino che
prevede il trasporto scolastico separato per i bambini rom,
e invece ha scatenato una vera e propria guerra ideologica
tutta interna alla sinistra. Siamo nel VII Municipio, uno
dei quadranti più popolari di Roma, guidato da un
presidente dei Comunisti italiani, sostenuto da una
maggioranza prevalentemente di sinistra. E già, perché in
quartieri come il Casilino e Centocelle, falce e martello
la fanno da padrona da oltre un ventennio, a suon di
progetti di integrazione e solidarietà.
Ecco allora
perché la mozione, presentata da un consigliere di
Rifondazione comunista, Lucio Conte ed approvata con i voti
di Sinistra Democratica e del centrodestra ha fatto non
solo scalpore ma sollevato una vera e propria questio
intellettuale nella quale si è ingarbugliata l'intera
compagine del centrosinistra, che per tutta la giornata di
ieri si è reciprocamente attaccata a suon di comunicati
stampa. Il primo è il capogruppo in Consiglio comunale del
Partito democratico, Pino Battaglia, che chiede a
Rifondazione e Sinistra Democratica di prendere le distanze
da un atto «non solo profondamente incoerente ma che
rappresenta un preoccupante segnale di confusione sui
valori fondamentali che dovrebbero unirci e di regressione
culturale. Invito i dirigenti romani di Prc e Sinistra
Democratica - conclude il capogruppo del Pd - a salire meno
in cattedra per dare lezioni di democrazia e civiltà, ad
imparare a guardare anche in casa propria, e a riflettere:
noi non accettiamo lezioni da chi discrimina i bambini». La
risposta (e la punizione) del segretario romano di
Rifondazione, il deputato Massimiliano Smeriglio, non tarda
ad arrivare. «I comportamenti del consigliere municipale
Lucio Conte - spiega Smeriglio - sono incompatibili con la
cultura politica e le pratiche sociali di Rifondazione
comunista. Per questi motivi abbiamo già chiesto e ottenuto
le dimissioni dal partito del consigliere. Prc ribadisce la
propria vicinanza e solidarietà alla comunità rom, con la
quale è impegnata da sempre in progetti di accoglienza e
integrazione. Ricordiamo da ultimo la strenua battaglia
fatta da Prc per una dignitosa accoglienza dei rom di Ponte
Mammolo sgomberati dall'amministrazione comunale».
Dura
anche la critica del segretario romano del partito dei
Comunisti italiani, che nel Municipio «incriminato» detiene
la presidenza. «La mozione è un grave errore politico -
commenta Fabio Nobile - come Federazione non possiamo che
essere particolarmente amareggiati di come è stata gestita
la faccenda dai consiglieri della sinistra del VII
Municipio».
Accuse su accuse, alle quali mette la
parola fine il sindaco Veltroni: «I bambini sono tutti
uguali, se vanno a scuola insieme devono continuare a
farlo. Non esiste al mondo che si possano separare sulla
base di considerazioni che non appartengono alla nostra
cultura». Continuare a nascondere però che ci sia un
problema di convivenza con una parte di popolazione rom e
più in generale extracomunitaria può risultare forse più
facile dell'approvare una mozione municipale che non ha
alcun valore amministrativo. Sarà forse per questo che a
difendere il consigliere municipale di Rifondazione, sono
scesi in campo solo i colleghi di Alleanza nazionale che
hanno espresso «Solidarietà a consiglieri di Sd e del Prc
del VII Municipio che hanno dimostrato di avere a cuore più
l'interesse dei piccoli cittadini del loro territorio che
le incapacitanti follie ideologiche dei loro schieramenti
politici».
13/01/2008