Secondo gli esperti,
molto probabilmente è la collocazione geografica a favorire
la loro longevità, mentre la minore diffusione degli over
100 nelle regioni del Sud non sembra dovuta a fattori
climatici o genetici, quanto piuttosto alle condizioni
sociali e ambientali più difficili.
Lo studio, condotto
da Enrico Petruzzi, ha cercato di fare luce sulla
distribuzione territoriale degli oltre 9 mila centenari
italiani censiti dall'Istat nel 2006 prendendo in
considerazione un nuovo indicatore, l'indice di
centenarietà, dato dal rapporto fra centenari e novantenni
nelle province.
Le cinque province con il più alto
numero di centenari per 10.000 abitanti sono Trieste con
3,84, La Spezia, con 3,32, Belluno con 3,06, Alessandria
con 3,04 e Genova con 2,97 mentre agli ultimi posti si
trovano Caserta (0,76), Matera (0,83) , Crotone (0,87),
Siracusa (0,93) e Ragusa (0,97).
Il rapporto fra donne
e uomini è poi senza dubbio decisamente più favorevole al
cosiddetto sesso debole. Nelle regioni del Nord Ovest ci
sono quasi otto donne per ogni uomo centenario, circa
quattro nelle regioni centrali e circa tre nel Sud e nelle
isole.
Dal congresso nazionale della Sigg è anche
emerso che all'inizio del '900 i centenari italiani erano
solo 50 a fronte di 30 milioni di abitanti. In
considerazione dei ritmi di allungamento della vita media
si prevede che nel 2050 la maggior parte della popolazione
centenaria vivrà in Cina (472.000 persone), negli Stati
Uniti (298.000), in Giappone (272.000) e in India
(111.000).
Ma quali sono gli accorgimenti che bisogna
adottare per vivere a lungo? Per il presidente della Sigg,
Roberto Bernabei, la «ricetta» comprende un'alimentazione
equilibrata, basata sulla dieta mediterranea, un costante
esercizio fisico e una terza età piena di interessi e
attività.
03/12/2007