di raggiungere un accordo complessivo entro la fine del 2008 avviando immediatamente nuove trattative bilaterali. Con un obiettivo: la costituzione di «due Stati sovrani (Israele e Palestina) in grado vivere in pace l'uno accanto all'altro. Questo il primo risultato della conferenza di pace cominciata ieri negli Usa. Un primo passo importante illustrato dal presidente statunitense mentre aveva accanto a se il premier Ehud Olmert e il presidente dell'Anp Abu Mazen. Per allentare la tensione, passo indispensabile per colloqui sereni, il presidente ha poi invitato i palestinesi a smantellare «le infrastrutture del terrore», e chiesto allo stesso tempo agli israeliani di «porre fine all'espansione degli insediamenti dei coloni» in Cisgiordania.
Abu Mazen e Olmert si incontreranno «su base bisettimanale per seguire lo sviluppo dei negoziati» mentre Olmert ha annunciato che Israele è pronta «a fare concessioni dolorose, pieni di rischi per realizzare queste obiettivi (di pace)» e rivolto ai delegati degli Stati arabi presenti ha dichiarato che «è giunta l'ora» che riconoscano Israele e aprano relazioni diplomatiche con lo Stato ebraico.
Abu Mazen è certo che l'occasione fornita dalla conferenza di Annapolis sia «irripetibile» e quindi questa «opportunità eccezionale» non deve essere sprecata. Fin qui l'ottimismo perché sulle trattative pesa l'incognita di Hamas che ha stroncato in tempo reale le parole pronunciata da Abu Mazen. Il portavoce del partito islamico al potere a Gaza, Fawzi Barhoum, ha delegittimato il presidente palestinese: «Non ha mandato per discutere, concordare o cancellare una sola parola relativa ai nostri diritti. Non ha l'appoggio della sua gente, è isolato e rappresenta solo se stesso».
Il ministro saudita però, Saud al-Faisal, ha applaudito al termine il discorso pronunciato da Olmert. Il dettaglio viene ritenuto significativo nell'ottica della posizione di Riad su Israele, un paese con il quale l'Arabia Saudita non ha relazioni diplomatiche.
Le reazioni positive, in ogni caso, alla notizia della possibile pace non sono mancate. Palazzo Chigi ha espresso la «soddisfazione» per il summit di Annapolis sulla pace in Medio Oriente. Il Premier Prodi è rimasto in contatto con il ministro degli Esteri D'Alema che ha detto: «Si tratta di un passo importante e coraggioso che dà il via ad un negoziato».
28/11/2007