Silenzioso, quello sì. «Usciva soltanto per portare
il cane, fuffi, a fare i suoi bisogni», racconta un vicino.
Che aggiunge: «Era un cane molto vecchio».
Spagnoli è
così. Di lui, soprattutto i vicini, sanno poco. Pochissimo.
Lo raccontano alto, otto centimetri meno dei due metri,
biondo sul rossiccio, mascella quadrata da marines
americano. Ufficiale dell'Esercito, «lo abbiamo visto in
divisa fino al 2001», racconta un altro vicino. Dopo, non
si sa. Nessuno sa dire come vivesse. Aveva avuto un
matrimonio con un medico di Montecelio, un Paese vicino. Ma
è durato poco, appena tre anni. Poi Spagnoli era tornato a
vivere con la madre e la sorella. Lavorava in campagna, si
dedicava alla cura dell'orto. Tutto qua.
Che cosa gli
sia scattato nella testa è ancora un mistero. Angelo
Spagnoli era un capitano del genio, per questo motivo è
stato in grado di maneggiare con destrezza trappole e
congegni esplosivi. Ha avuto problemi neurodepressivi. Un
vicino ha assistito alla scena della scintilla. Racconta:
«Angelo era sul terrazzo, lo stava spargendo di benzina. È
passato un vicino e gli ha detto: "Ma che stai facendo, che
cos'è quel fuoco?". Angelo gli ha risposto in maniera
brusca: "Fatti i cazzi tuoi". E quello insisteva: "Ma che
fai? Guarda che quello non è un barbecue". Angelo gli ha
continuato a rispondere male. La discussione è salita di
tono, hanno alzato tutti e due la voce». E poi? «Poi il
vicino gli ha fatto: "Dimmi che stai facendo o chiamo i
carabinieri"». A quel punto Angelo grida «Non mi rompere i
coglioni». Va via, entra in casa e ritorna armato. Poi gli
spari. Narra ancora il testimone: «Quell'uomo cade a terra,
era in una pozza di sangue. C'era un cellulare vicino alla
pozza di sangue, segno che evidentemente aveva tentato
davvero di avvertire le forze dell'ordine». Un vigilantes
si è avvicinato e dopo uno scambio di battute spara anche a
lui. Poi l'escalation della follia. Ha sparato con una
carabina Whinchester.
Casa sua è una palazzina di due
piani, bianca. All'interno sembra un campo minato, una
sorta di bunker. Mortaretti per le scale, bossoli degli
spari di Spagnoli e delle forze dell'ordine. Ci sono i
vetri spaccati delle case vicino casa sua. Anche un vetro
della finestra di una casa accanto alla sua forato in più
punti. Non riescono a spiegarsi gli inquirenti come sia
stato possibile. Dentro, la casa è un arsenale in
miniatura. Come se l'uomo avesse premeditato da tempo il
folle gesto. Fortificazioni, porte antisfondamento, tiranti
d'acciaio, tubi del gas muniti di rubinetti per essere
usati come lanciafiamme. E ancora: materiale ad alto
potenziale esplosivo, polvere pirica e benzina. Infine
trecento colpi e l'arma, quel Winchester dal quale ha
esploso i colpi, circa duecento se sommati a quelli delle
forze dell'ordine. Ha sparato da due fronti, Spagnoli. Dai
due balconi di casa, dopo aver dato fuoco al tetto.
04/11/2007