Il Wwf, intanto, ha presentato un
nuovo esposto alla magistratura.
Diversi giorni prima
della chiusura del pozzo n. 3 di Castiglione a Casauria,
avvenuta ufficialmente il 22 ottobre, i valori di
tetracloruro di Carbonio nell'acqua avevano valicato il
valore.
«Le analisi tra il 9 e il 18 ottobre dell'Arta
sul pozzo n.3 - sostiene l'associazione ambientalista -
rivelano un fatto incredibile ed inquietante: una
progressione inarrestabile sul filo del rasoio (valori tra
3,6 e 3,9 microgrammi/litro) fino a superare il valore di
riferimento i giorni 17 ottobre (post-filtro 4,1
microgrammi/litro) e 18 ottobre (4,2 microgrammi/litro).
Ricordiamo che il valore di riferimento dell'Oms-Iss è 4
microgrammi/litro. Tra l'altro il cattivo funzionamento dei
filtri era palese fin dai primi di ottobre, visto che
un'altra sostanza, il cloroformio, aumentava nel passaggio
nei filtri. Nonostante tutto ciò, stante ai documenti in
nostro possesso, quest'acqua è andata in rete».
«Ora la
Asl e gli altri enti che hanno partecipato alla Conferenza
dei servizi di settembre in cui si decise di riaprire i
pozzi S. Angelo, devono spiegare ai cittadini come sia
possibile, dopo quanto accaduto a luglio ed agosto, aver
mandato in rete acqua con concentrazioni di un possibile
cancerogeno oltre i valori di riferimento dell'Istituto
Superiore di Sanità».
01/11/2007