La notizia che la detenzione domiciliare di
Ahmetovic sarebbe così elastica da consentire l'ingresso di
una troupe televisiva (quella di Verissimo) nel residence
dove è ospite di un amico, lo ha lasciato di stucco.
Nei giorni scorsi, il giudice del Tribunale di Ascoli
Piceno Marco Bartoli, che ha condannato il nomade a sei
anni e sei mesi per l'omicidio colposo plurimo di Alex
Luciani, Eleonora Allevi, Davide Corradetti e Danilo
Traini, aveva respinto varie richieste di interviste e
riprese, presentate da agenzie, giornali e emittenti tv. Ma
Verissimo annuncia per la puntata in onda oggi immagini
filmate del rom, impegnato a scrivere un libro sulla
vicenda che lo vede protagonista. Riprese di cui il
difensore del nomade, l'avv. Felice Franchi, afferma di
«non sapere nulla».
«Una scelleratezza», secondo
Luciani. Così come la notizia che un manager dei vip si
starebbe prendendo cura dell'immagine di Ahmetovic, e dei
suoi rapporti con la stampa. «Ha ammazzato quattro ragazzi
- chiosa il papà di Alex -, non gliene importa niente, e
ora ci fa anche dei soldi sopra. Ma bene...!».
Timoteo
Luciani e la moglie sono così «disgustati», che, dopo aver
messo in vendita il bar di famiglia già mesi addietro,
adesso vogliono vendere anche la casa, «e andare via, se
sarà possibile, da Appignano».