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Interni Esteri

Gli Usa chiedono a Baghdad di intervenire contro i separatisti curdi. Bush a Gul: «Combattiamo insieme»

Il Pkk pronto a fermare gli attacchi

ANKARA Washington, al fine di scongiurare un intervento militare turco in Iraq, ha chiesto a Baghdad una «rapida azione» anti-Pkk in Nord Iraq e, subito dopo, i separatisti curdi si sono dichiarati disposti da ieri sera a un cessate il fuoco «condizionato», dopo che avevano scatenato l'inferno in Turchia orientale uccidendo 17 soldati turchi e facendo esplodere una bomba su un corteo nuziale ad Hakkari.

Il presidente degli Stati Uniti George W. Bush ha telefonato all'omologo turco Abdullah Gul per assicurargli l'impegno americano a cooperare per combattere contro i ribelli curdi del Pkk.
«Siamo pronti ad osservare un cessate il fuoco se l'esercito turco cesserà di attaccare le nostre postazioni, rinuncerà ai suoi piani di incursione e si impegnerà per la pace», afferma la dichiarazione del Partito dei lavoratori del Kurdistan su un suo sito in Internet. Oggi il ministro degli esteri Ali Babacan vola a Baghdad per un estremo tentativo di persuadere gli iracheni ed in particolare i curdi nordiracheni ad un'azione congiunta anti Pkk, che è il vero obiettivo di Ankara, il cui governo sta resistendo alle pressioni interne per un'immediata incursione in Nord Irak e privilegia la via diplomatica. Da giorni Ankara da un lato minaccia un'incursione in Nord Iraq per distruggere le locali basi del Pkk; dall'altro, tesse una vasta azione diplomatica mirante ad ottenere un' azione anti-Pkk congiunta (Usa-Iraq-curdi iracheni-Turchia) ed ostenta la moderazione chiestagli dalla comunità internazionale: dall'Onu, alla Nato, agli Usa, alle diplomazie europee. Seguendo questa linea l'altro ieri Ankara ha reagito all'ennesimo sanguinoso attacco del Pkk, scegliendo di rinviare la minacciata invasione del Nord Iraq e limitandosi a bombardare zone non abitate in Nord Iraq (senza perciò provocare vittime) e ad inseguire i 200 terroristi del Pkk che avevano attaccato i militari turchi ad Hakkari, uccidendone 34 e - ha ammesso ieri Ankara - rapendone otto.









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