Santoro ha gettato lo scompiglio nella maggioranza; ha inguaiato Prodi; ha messo a nudo una sinistra tanto inetta quanto pavida nell'opporsi al suo populismo mediatico. Forse riuscirà nell'impresa fallita finora dal centrodestra: far cadere il governo. Risultato eccellente, chapeau. L'Unione appesa a Santoro; anzi: appesa da Santoro ed additata al pubblico ludibrio. Una singolare vendetta della storia, perfino grottesca, ai danni di chi ha cavalcato la vicenda del cosiddetto «editto bulgaro» in maniera indecente e adesso non ha parole per spiegare alla propria gente quello che sta accadendo. E reagisce in modo scomposto. Condanna l'uso improprio della televisione e dimentica che quando la stessa condanna venne formulata da Berlusconi i pasdaran della sinistra si strapparono le vesti e gridarono, in tutt'Europa, all'emergenza democratica. I sedicenti riformisti cercano di
distinguersi, ma devono fare i conti con le componenti radicali se vogliono provare a tenere ancora un po' insieme la coalizione. Mastella, il più interessato alla faccenda, che non mi pare insorse quando
Santoro tornò in Rai, chiede addirittura l'azzeramento del CdA di viale Mazzini, come se questo avesse responsabilità riguardo a ciò che è accaduto: responsabilità che per legge e statuto ricadono su altri soggetti. E
dimentica, il ministro della Giustizia, che nello stesso Cda c'è chi aveva previsto e paventato la deriva santoriana opponendosi di conseguenza a che gli venisse affidato un programma che poteva deflagrare. Anche questi
consiglieri, che soltanto una settimana fa difendevano Mastella, coinvolti
nel giudizio sommario del ministro: cornuti e mazziati, insomma. Nessuna differenza tra chi ha sostenuto Santoro e chi l'ha avversato: tutti a casa se dovesse passare la mozione dell'Udeur. E via un altro giro di valzer,
sempre con Santoro in video naturalmente. Perché meravigliarsi? Le cose in Italia vanno in questa maniera. Dannosi eroi di cartapesta sugli scudi quando servono a delegittimare una parte
politica, all'inferno chi si è battuto per il rispetto delle regole. Poi ci si lamenta dell'antipolitica che dilaga, del distacco dei cittadini dalle istituzioni, della vita pubblica diventata una cloaca. Ma quand'è che i
partiti si renderanno conto di quanto profonda è la crisi e si muoveranno di conseguenza? Aspettano, ma Godot non arriverà tanto presto. Santoro, invece, è già qui...
Gennaro Malgieri - Consigliere Rai