Così Massimo D'Alema, Miguel Angel
Moratinos e Bernard Kouchner hanno spiegato, in una
conferenza stampa congiunta, il senso della loro missione
in Libano, dopo avere incontrato i militari dell'Unifil, la
missione Onu impegnata nel sud del Paese. A ringraziare i
tre ministri è intervenuto il comandante della forza Onu
Claudio Graziano..
Nel pomeriggio c'è stata poi la
svolta più strettamente politica della missione: «Abbiamo
incontrato - ha detto D'Alema - i leader politici per
quella che non vuole certo essere una interferenza nella
politica libanese, ma piuttosto un segnale di sostegno ad
un Paese amico per rafforzare il dialogo e la ricerca di un
accordo che garantisca la stabilità». D'accordo anche
Kouchner che ha sottolineato l'importanza di questa
missione che vede insieme «tre Paesi fortemente determinati
a raggiungere fino alla fine lo stesso obiettivo: la pace,
l'unità e la sovranità del Libano». «C'è uno sforzo da più
parti per cercare un accordo, c'è un clima nel quale vi è
la consapevolezza che un accordo è necessario per salvare
questo paese»ha detto il vice premier italiano.
«Naturalmente - ha aggiunto il titolare della Farnesina -
non è compito nostro trovare un presidente per il Libano,
ma siamo qui per aiutare, per dare una mano e questo è
stato capito, è stato apprezza».
I tre ministri hanno
poi incontrato il portavoce cattolico maronita Nasrallah
Sfeir. È una «particolare responsabilità» quella che pesa
sulla Comunità cristiana, visto che «come vuole
l'equilibrio istituzionale del Libano il nuovo presidente
dovrà essere cristiano» ha detto D'Alema «A me pare che
senta questa responsabilità e stia operando per
incoraggiare i cristiani ad unirsi».