Mi sono infilato di nuovo in auto ma
non sono riuscito a chiudere lo sportello, mi hanno preso
per il collo e mi hanno dato una serie di pugni. Ho
cominciato a gridare, poi ho inserito la chiave nel
cruscotto e ho suonato ripetutamente il clacson. Si sono
spaventati, mi hanno sfilato l'orologio e sono fuggiti».
Ci vorrà un po' per riprendersi: «Mi sono sentito
fragilissimo. Fortunatamente sono rimasto calmo, ho cercato
soltanto di parare i colpi, ma psicologicamente è pesante.
Conoscevano le mie abitudini, sapevano che sarei sceso
dall'auto per chiudere il cancello, forse mi seguivano da
qualche giorno. Quando sono tornato mi aspettavano. Forse
erano lì da ore. Non so se fossero stranieri, hanno
farfugliato qualcosa che non ho capito. È certo, invece,
che mi aspettassero. Sono uscito a mezzanotte dagli studi
della trasmissione "Ballando con le stelle" e ho cenato con
degli amici, sono arrivato a casa alle due. Poi mi sono
fatto medicare all'ospedale: trauma cranico, trauma
all'arcata dentaria inferiore e diverse escoriazioni. Mi
hanno dato dieci giorni di prognosi».
Non si è trattato
solo di un caso. Nell'ultimo anno nella Capitale c'è stato
un aumento di rapine, furti e aggressioni. Ad agosto,
sempre nello stesso quartiere, dove gli appartamenti
costano anche diecimila euro a metro quadrato, tre rumeni
(arrestati dieci giorni dopo in un campo nomadi)
aggredirono il regista Giuseppe Tornatore. Gli chiesero
un'informazione e lo assalirono a calci e pugni rubandogli
portafogli e telefonino. «Ma i tre rumeni avevano il volto
scoperto», precisa Sposini. Il giorno prima, il 20 agosto,
era toccato a un cineoperatore di Mediaset rapinato e
lasciato a terra privo di sensi. Il giorno dopo a una
signora avvicinata mentre saliva sulla propria auto,
picchiata e rapinata.
Ma Sposini non si fa prendere
dalla rabbia: «La mia storia non aggiunge niente alla
questione sicurezza. Ci cascano tutti, dalla vecchietta al
personaggio un po' più conosciuto».