000 giocattoli a Roma fa
seguito ad altre simili in questi giorni come il sequestro,
venerdì a Firenze, di migliaia di oggetti come giochi e
addobbi natalizi custoditi in un magazzino alla periferia
della città. Sia nel caso di Firenze sia in quello di Roma
i responsabili degli immobili nei quali sono stati
effettuati i sequestri sono cittadini cinesi.
Nella
Capitale i giocattoli erano in tre magazzini nel quartiere
Tiburtino trasformati in una specie di gigantesco bazar. I
giocattoli di importazione asiatica erano falsamente
etichettati con il marchio di conformità dell'Ue. A destare
i sospetti è stato un flusso in entrata e in uscita di
automezzi da un imponente complesso industriale,
apparentemente in disuso costituito dai tre giganteschi
magazzini stipati all'inverosimile. Qui avveniva lo
stoccaggio illecito dei giocattoli in scatoloni di cartone
privi di indicazioni. All'interno sono stati rinvenuti
anche 90 condizionatori d'aria in totale stato di
abbandono, altamente nocivi per l'ambiente, in quanto
contenenti il pericoloso gas per refrigerazione. Tutti i
prodotti erano falsamente etichettati con il marchio di
conformità dell' Unione Europea. I giocattoli, pronti per
essere destinati a bambini anche delle prime fasce di età,
sono risultati di importazione asiatica. Il valore stimato
delle merci sequestrate supera i 5 milioni di euro.
Nel capoluogo toscano migliaia di oggetti sequestrati
privi di marchio Ce o con marchio contraffatto: soprattutto
giocattoli e addobbi pronti per lo shopping natalizio. La
merce trovata dalla polizia municipale era in un capannone
alla periferia nord della città, lo stesso nel quale, circa
un mese fa, era stato sequestrato oltre un milione di
oggetti tra giocattoli, cosmetici, suppellettili, articoli
per la cucina, materiale elettrico, da bigiotteria e
pannolini per bambini.
I giocattoli sono uno degli
articoli più smerciati dall'industria della contraffazione.
Nel 2006 la Guardia di finanza ne ha sequestrati 7 milioni
e 700mila, quasi mezzo milione in più rispetto all'anno
precedente. La tendenza è dunque in netto aumento. Si
tratta di prodotti che, non essendo omologati alle norme
comunitarie, possono costituire un rischio per la salute
dei bambini che ci giocano.