I giovani, processati
mesi fa per violazione alla legge Mancino, avevano anche
picchiato un ragazzo sudtirolese perchè «troppo amico degli
italiani». Il corso di reinserimento sociale, avviato dalla
procura di Bolzano, sembra comunque aver portato qualche
frutto. «Il fenomeno del movimento neonazista in Alto Adige
è sotto controllo anche se non va comunque sottovalutato»,
ha sottolineato il procuratore di Bolzano Cuno Tarfusser.
Le foto sono state sequestrate tempo fa dai carabinieri
del Ros di Bolzano durante l'inchiesta sui naziskin e
ritraggono anche il loro leader Armin Soelva inginocchiato,
mani giunte in atto di ringraziamento per lo sterminio,
nella cappella che ricorda i tre mila sacerdoti cattolici
deportati. I giovani hanno già patteggiato la pena nei mesi
scorsi.
«Purtroppo questa è la conferma che i nostri
allarmi non sono fantasie - spiega Alessandro Ruben
presidente dell'Anti defamation league Italia -
L'amntisemitisce è in crescita in tutta Europa. Ci sono
inquietanti segnali di un diffuso senso razzista. Si
manifesta prima contro gli ebrei ma poi, come ci insegna la
storia, si rivolge veso tutte le minoranze e i diversi»
Importantissime, continua Ruben sono «l'educazione e la
conoscenza su quanto accaduto in passato. I viaggi
organizzati dal comune di Roma ai campi di sterminio sono
il miglior insegnamento».
Mau.Pic.