Nell'agguato, avvenuto sotto l'abitazione della vittima,
Piancone rimase ferito e i suoi complici lo abbandonarono
davanti all'ospedale San Giovanni Bosco. Un mese prima, il
10 marzo, insieme a nomi noti della colonna brigatista
torinese come quelli di Patrizio Peci, Vincenzo Acella,
Luca Micaletto e Nadia Ponti aveva ucciso il maresciallo
Rosario Berardi. Coinvolto in altri delitti delle Br, i
carcerieri di Aldo Moro inserirono il suo nome in un elenco
di tredici «prigionieri comunisti» che «la Dc e il suo
governo» avrebbero dovuto liberare per ottenere il rilascio
del presidente democristiano. «Era un clandestino
regolare», ricorda il procuratore aggiunto Maurizio Laudi,
che all'epoca delle Brigate Rosse faceva parte del
cosiddetto pool antiterrorismo. Noto con il nome di
battaglia di «Gerard», non si è mai pentito e non ha mai
collaborato con i magistrati.