A confermare, senza fare il numero, i nuovi
esposti è stato il pm Marco Mansi al termine dell'audizione
del terzo bambino ritenuto, da un'indagine psicologica, in
grado di riferire sulla vicenda come testimone. Le denunce
presentate sarebbero quattro-cinque, risalgono allo scorso
luglio ed il loro contenuto è ora al vaglio degli
inquirenti. La conferma da parte di Mansi è arrivata al
termine di un'audizione sotto forma di incidente
probatorio, nel corso della quale il piccolo, di cinque
anni e mezzo, parlando dei «giochi cattivi» che sarebbero
avvenuti nel bagno dell'istituto scolastico, ha chiamato in
causa le maestre Patrizia Del Meglio e Marisa Pucci, la
bidella Cristina Lunerti ed il benzinaio cingalese («l'uomo
dalla pelle nera») Khelim De Silva. «Facevamo giochi
bruttissimi - ha detto rispondendo alle domande del gip
Elvira Tamburelli, del pm Mansi e dei legali di indagati e
di parti civili - le bidelle mi picchiavano e i maschi
venivano fatti salire sulle femmine». Tra i giochi citati
quello della «puntura sul pene», anche se, ha aggiunto, con
i pantaloni alzati.
Di tutte le deposizioni - ha detto
Mansi - quella di oggi è «la più importante, perchè la più
lucida». Rispondendo alla domanda se i fatti raccontati dal
piccolo siano associabili alle persone da lui citate, il
magistrato ha risposto: «Secondo me, sì». Alla domanda
sull'eventualità di una nuova richiesta di arresti per gli
indagati, così come sollecitato dal legale di parte civile
Carlo Taormina, il magistrato ha risposto: «Bisogna
valutare tutto il materiale e per reiterare delle richieste
di misure occorre raggiungere una soglia di gravità
indiziaria ed avere elementi sufficienti».
«Il racconto
del bambino - ha detto l'avvocato di parte civile Franco
Merlino - è stato preciso e dettagliato». Per il collega
Roberto Ruggero la testimonianza di oggi «segna un punto a
favore dell'accusa» e, nella «logica del bicchiere mezzo
pieno o mezzo vuoto, oggi si può dire che il bicchiere è
ancora un pò di più mezzo pieno», mentre per Taormina si è
«finalmente capito chi è 'Mauriziò, l'uomo del quale
avevano già parlato altri due bambini. Si tratta del
benzinaio cingalese». Il bambino è stato sentito in un'aula
appositamente attrezzata: disegni appesi sulle pareti, una
scrivania al centro, matite colorate e fogli di carta per
disegnare, una cesta piena di giocattoli.