Onorevole,
che impressione le ha fatto sapere che un ex br, non
pentito, viveva in regime di semilibertà e nel frattempo
svaligiava una banca?
«Premettendo che non sono animata
da un particolare accanimento, credo che i magistrati
dovrebbero fare molta più attenzione su chi beneficia di
queste misure premiali. Una maggiore cautela penso sia
indispensabile».
Quindi, anche secondo lei i magistrati
hanno sbagliato?
«Dico semplicemente che la giustizia
esercita un'enorme responsabilità. Poi è necessario
distinguere tra chi è pentito e chi invece non ha
manifestato ravvedimento con nessun atto concreto. Non sono
fra coloro che credono che una persona quando sbaglia sia
marchiata a vita, ma è necessario fare delle scelte
ponderate».
Cosa intende?
«Voglio dire che un conto
è prevedere benefici di pena per chi ha dimostrato di
ravvedersi ed un altro per chi non lo ha fatto. È chiaro
che in quest'ultimo caso possibili premi hanno la logica
conseguenza di mettere in pericolo la sicurezza della
gente. In questo senso credo che i magistrati avrebbe
dovuto agire con maggiore attenzione».
Lei già altre
volte ha parlato di un clima spesso solidale con il
terrorismo, non pensa che questo possa influire sulle
decisioni dei magistrati?
«Sono convinta che i
magistrati debbano agire senza farsi influenzare dai
condizionamenti esterni. Hanno sì margini di
discrezionalità, ma ciò non deve tradursi in decisioni che
minino la sicurezza dei cittadini. Anzi penso che proprio
in questo momento debbano usare maggiore prudenza».
Perché?
«Perché registro una riemersione del
fenomeno terroristico con manifestazioni di solidarietà che
pur essendo minoritarie sono, comunque, pericolose».
Si
riferisce alle manifestazioni pro-brigatisti dei mesi
scorsi?
«Certo. Quelle iniziative mi hanno
profondamente allarmato. Quegli slogan aggressivi verso le
forze dell'ordine, verso le vittime e loro famiglie: sono
l'indice allarmante e pericoloso di un clima che sta
riemergendo nel nostro Paese».