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Olga D'Antona: «Siamo in una fase delicata Il fenomeno terroristico sta riemergendo»

di DARIO CASELLI



«PIÙ cautela e attenzione da parte dei magistrati quando si elargiscono queste misure carcerarie». Olga Di Serio, deputata di Sinistra Democratica e moglie del compianto professore Massimo D'Antona assassinato dalle Br, non punta il dito contro i magistrati ma chiede più attenzione all'indomani della notizia dell'arresto di Piancone, ex brigatista in regime di semilibertà, perché «nel Paese in questo momento c'è una recrudescenza del fenomeno terroristico».


Onorevole, che impressione le ha fatto sapere che un ex br, non pentito, viveva in regime di semilibertà e nel frattempo svaligiava una banca?
«Premettendo che non sono animata da un particolare accanimento, credo che i magistrati dovrebbero fare molta più attenzione su chi beneficia di queste misure premiali. Una maggiore cautela penso sia indispensabile».
Quindi, anche secondo lei i magistrati hanno sbagliato?
«Dico semplicemente che la giustizia esercita un'enorme responsabilità. Poi è necessario distinguere tra chi è pentito e chi invece non ha manifestato ravvedimento con nessun atto concreto. Non sono fra coloro che credono che una persona quando sbaglia sia marchiata a vita, ma è necessario fare delle scelte ponderate».
Cosa intende?
«Voglio dire che un conto è prevedere benefici di pena per chi ha dimostrato di ravvedersi ed un altro per chi non lo ha fatto. È chiaro che in quest'ultimo caso possibili premi hanno la logica conseguenza di mettere in pericolo la sicurezza della gente. In questo senso credo che i magistrati avrebbe dovuto agire con maggiore attenzione».
Lei già altre volte ha parlato di un clima spesso solidale con il terrorismo, non pensa che questo possa influire sulle decisioni dei magistrati?
«Sono convinta che i magistrati debbano agire senza farsi influenzare dai condizionamenti esterni. Hanno sì margini di discrezionalità, ma ciò non deve tradursi in decisioni che minino la sicurezza dei cittadini. Anzi penso che proprio in questo momento debbano usare maggiore prudenza».
Perché?
«Perché registro una riemersione del fenomeno terroristico con manifestazioni di solidarietà che pur essendo minoritarie sono, comunque, pericolose».
Si riferisce alle manifestazioni pro-brigatisti dei mesi scorsi?
«Certo. Quelle iniziative mi hanno profondamente allarmato. Quegli slogan aggressivi verso le forze dell'ordine, verso le vittime e loro famiglie: sono l'indice allarmante e pericoloso di un clima che sta riemergendo nel nostro Paese».









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