un 83enne della provincia di Venezia che il 20
luglio del '99 aveva preso carta e penna per denunciare al
sindaco di Conselve e alla giunta il cattivo operato di
cinque vigili urbani del Comune. In particolare l'anziano
era stato condannato dal tribunale della Corte d'appello di
Venezia per aver denunciato tra l'altro che cinque vigili
avevano tenuto «nell'esercizio delle loro funzioni
comportamenti superficiali, misti ad incoscienza e
presuntuosità».
Secondo la suprema Corte, che ha
accolto la protesta di Alceste, «le espressioni con le
quali si qualifichi criticamente il comportamento dei
vigili nell'esercizio delle rispettive funzioni presenta in
modo netto ed evidente il requisito della pertinenza al
pubblico interesse». Quindi, annota il relatore Maria
Vessicchelli a patto che i rimproveri non vadano a colpire
la persona ma l'operato, le critiche alla polizia
municipale rientrano nel legittimo esercizio di critica.
Perché, rimarca piazza Cavour, «il modo con il quale il
vigile urbano esplica il proprio ufficio nelle molteplici
sue manifestazioni, legittime e, in ipotesi meno legittime,
è di palese interesse della collettività, posto che la
stessa rappresenta il soggetto al quale quelle attività
sono rivolte e nel cui interesse sono svolti in genere i
servizi comunali, essendo altresì tale soggetto chiamato a
garantire, dal punto di vista finanziario, il funzionamento
della stessa macchina comunale». Dunque Alceste per aver
criticato aspramente il comportamento dei vigili merita
l'assoluzione in quanto ha sollevato un problema, dice la
Cassazione, di interesse pubblico.
Una missiva
infuocata quella che l'anziano cittadino aveva inviato al
sindaco e alla giunta comunale, proponendo anche
l'istituzione di una commissione consiliare di verifica
dell'operato della polizia municipale in cui, ricostruisce
la sentenza della Cassazione, «accusava i vigili urbani di
elevare multe spronati dal raggiungimento di una somma
messa a bilancio preventivo; di presentarsi con bardature
vistose, pistole e manette come fossero in una terra di
conquista; di avere scarso impegno nel lavoro, un certo
menefreghismo; e di avere, nei rilevamenti dei sinistri
stradali condotte inqualificabili che denotano scarsa
professionalità, tanta superficialità mista ad incoscienza
e presuntuosità».
interni@iltempo.it