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Interni Esteri

Simbolo di libertà e icona della «Dolce Vita» ha conquistato persino le star internazionali

di DINA D'ISA PRODIGIO italiano, simbolo di rinascita di un paese impoverito dalla fine della seconda guerra mondiale, emblema della famiglia, del lavoro, dei primi weekend fuori porta e immagine dell'ottimismo, la Vespa non smette ancora oggi di far sognare.

Anche se sono ormai trascorsi sessant'anni da quando la prima Vespa 98 (che costava 55.000 lire in versione "normale" e 61.000 lire nel tipo "lusso") , passò il testimone alla Vespa 125. Il primo modello, inventato da Corradino D'Ascanio al quale Enrico Piaggio affidò l'incarico di realizzare un veicolo a due ruote, fu in realtà brevettato il 23 aprile 1946, ma rimase in produzione solo fino a tutto il 1947. Subito dopo arrivò la 125, cilindrata che attraverso l'aggiornamento tecnologico è arrivata fino ai giorni nostri. In quegli anni era forte il bisogno di riprendere il lavoro e lo scambio, offrendo alle persone un veicolo utilitario, di pratico impiego, con un costo limitato e un minimo consumo. Tutto questo offriva la Vespa, con un nome che prese spunto proprio dalla sua conformazione e dal suo particolare ronzio. Il suo debutto in società avvenne nel prestigioso Circolo del Golf di Roma, alla presenza del generale americano Stone, in rappresentanza del governo militare alleato. La Vespa 125, che al contrario della 98 venne dotata di sospensioni e cavalletto, fin da subito divenne segno di affidabilità: la velocità massima poteva essere mantenuta anche per lunghi tratti, poi c'era la fortuna della ruota di scorta, elemento da non trascurare per quel periodo dove gli pneumatici erano di qualità incerta e le strade poco asfaltate. Se nel 1946 Piaggio immise sul mercato 2.484 scooter, nel 1948 l'azienda arrivò a produrre 19.822 mezzi e tre anni dopo 171.200 veicoli varcarono le porte degli stabilimenti. I mercati esteri si appassionarono subito al veicolo e Il Times lo definì "un prodotto interamente italiano come non se ne vedevano da secoli dopo la biga romana". Oggi sono 17 milioni gli esemplari di Vespa venduti in tutto il mondo. Tuttora è un fenomeno di costume: nel cinema, nella letteratura e nelle immagini pubblicitarie, simbolo di una società che cambia e che pure resta giovane. Audrey Hepburn e Gregory Peck in "Vacanze Romane" (1953) sono solo i primi di una lunga serie di attrici e attori internazionali che negli anni sono stati ripresi sullo scooter più famoso del mondo. Amatissima da Marcello Mastroianni, la Vespa ricompare anche in film come "Padri e figli" di Monicelli, "Poveri ma belli" di Risi, per essere poi l'icona de "La dolce vita" di Federico Fellini. E ancora, rallegra le giornate di Hugh Grant in "About a boy", fino a spiccare il volo in "American Graffiti", ne "Il talento di Mr. Ripley", in "Quadrophenia", ne "La carica dei 102", per non parlare del "Caro Diario" di Nanni Moretti, fino ai recentissimi "Alfie" con Jude Law e "The Interpreter" con Nicole Kidman. Nel marzo 2000 è stato finalmente inaugurato a Pontedera il Museo Piaggio dedicato a Giovanni Agnelli jr.: un'ulteriore occasione per dimostrare che la Vespa non è solo motore, ma anche storia, cuore e anima. d.disa@iltempo.it









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