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L'ipotesi nell'ordinanza: i pedofili sono più di sei. E si cerca una terza stanza delle violenze

di ALFREDO VACCARELLA ALTRI orchi a Rignano Flaminio, altri pedofili scampati all'arresto.

L'ipotesi è più che concreta, si trova in un passaggio dell'ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Elvira Tamburelli: non ci sarebbero solo i sei indagati finiti in manette l'altro ieri, fra i pedofili dell'asilo degli orrori alle porte di Roma, tutti accusati di violenza sessuale su minori. No, l'incubo acora non sarebbe emerso in tutta la sua crudezza e altre persone, al momento sconosciute, potrebbero essere sfuggite - ma solo per ora - alla rete tesa dagli inquirenti della procura di Tivoli e dei carabinieri della compagnia di Bracciano. «Verosimilmente in numero superiore a sei»: è questo il punto del documento intorno al quale ruota il prosieguo dell'indagine, che infatti nonostante gli arresti è tutt'altro che conclusa. Si parla di due, forse di tre persone. Lo spunto investigativo viene dalle parole dei bambini, le stesse parole del resto che hanno fatto scattare le manette ai polsi dell'autore televisivo Gianfranco Scancarello; della moglie Patrizia Del Meglio, maestra alla scuola di Rignano "Olga Rovere"; di Silvana Magalotti e Marisa Pucci, anche loro maestre nello stesso istituto; della bidella Cristina Lunerdi; infine del benzinaio cingalese Kelun Da Silva. Nei racconti delle piccole vittime emergebbe chiaramente, quasi nei dettagli, la descrizione dei personaggi coinvolti nelle violenze di gruppo, appunto le maestre, la bidella e i due uomini. Ma ci sarebbero anche altre figure, nei colloqui dei bambini con il perito psicologo nomitato dal giudice, persone che non è ancora stato possibile identificare. Non solo. C'è un ulteriore aspetto che rafforza la convinzione degli inquirenti che il gruppo di «orchi» possa essere stato più ampio: le piccole vittime, una quindicina quelle indicate nell'ordinanza richiesta dal pm di Tivoli Marco Mansi, molte di più invece secondo i genitori della scuola materna finita nella bufera, avrebbero descritto con precisione e in modo concorde fra loro tre ambienti nei quali avvenivano gli stupri. Ebbene, solo due di questi luoghi sono stati identificati dai militari dell'Arma, mentre un terzo sarebbe tuttora avvolto nel mistero. Possibile, di più, probabile secondo i militari che si tratti di un'ambiente nella disponibilità di altri pedofili per il momento rimasti nell'ombra. Proprio qui, proprio in queste case l'altro ieri setacciate dai carabinieri, si sarebbero svolti quegli incubi descritti dai bambini, costretti a uscire in gruppetti dalle classi e portati in macchina nelle camere dell'orrore. Spunta l'ombra di una setta satanica dietro le mostruose violenze rituali narrate nelle sessanta pagine d'ordinanza: figure camuffate con corna posticce e crocifissi bruciati al grido di «Gesù è cattivo», iniezioni di tranquillanti per calmare i piccoli terrorizzati e aguzzini incappucciati. E poi le foto, i video girati durante le violenze: tutte le vittime ne parlano, ma quale lo scopo delle riprese? Conservare la memoria dell'orrore perpetrato, oppure alimentare un'osceno, redditizio mercato pedopornografico coi filmetti degli abusi? Se così fosse, l'apparato satanico potrebbe essere una spaventosa messa in scena per confondere i bambini o rendere l'ambientazione più accattivante. La domanda per ora resta senza risposta, visto che i militari ancora non hanno trovato traccia di queste immagini. L'altro ieri i carabinieri hanno sequestrato diverso materiale - computer, cd, dvd - ma tutto quanto è stato sigillato in attesa di essere visionato dal perito che sarà nominato dal magistrato. Non solo. Gli investigatori hanno ritrovato nelle case degli indagati anche dei peluche, descritti dai quindici bimbi della materna che avrebbero subito le attenzioni dei pedofili. Proprio questo, per tacere dei referti medici dell'ospedale Bambino Gesù che proverebbero le violenze subite, sarebbe uno dei principali elementi in mano all'accusa, che gli avvocati della difesa si apprestano a smontare. Anche se, replicano i carabinieri di Bracciano, «ogni racconto delle vittime è stato riscontrato. Una ps









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