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Gaffe da superospite
Norah Jones: «Il mito italiano? Maria Callas»

dall'inviato MONTECARLO — «Pippo Baudo chi?». La solita vecchia storia: deportano le star internazionali all'Ariston senza spiegare un beneamato accidente di chi, come, dove.

Norah Jones, nel suo buen retiro del Principato, chiede se il presentatore sia un comico o cosa: quando le dicono che lui suona il piano, tira un sospiro di sollievo. Ma dell'Italia, che ha visitato più volte (suonerà a luglio a Lucca e Caserta), la strepitosa chanteuse jazz-pop sa ancora poco o niente. Della politica, per carità. «Tutti sanno cosa succede in America, ma io non sono tenuta a decifrare la situazione sociale di ogni Paese che visito. Non leggo mica la vostra lingua». La musica? «Mi piace Zucchero...e Maria Callas». Che però era greca, anche se legata per vie matrimoniali e artistiche alla Penisola. «Mi spiace», arrossisce lei. No problem. Il cinema? «Mia madre amava vedere vecchi film, così adoro Anna Magnani...spero che almeno lei sia italiana». Le piace anche Almodovar, ma solo da spettatrice. Per ora è impegnata a rinverdire i suoi fasti discografici, dopo il disco di debutto del 2002, "Come away with me", che vendette 25 milioni di copie e le valse il Grammy Award, e il sontuoso bis di "Feels like home", due anni più tardi. Nel terzo, "Not too late", si è impegnata a fondo come autrice, anche se questo ha fatto uscire «il suo lato più cinico», e certamente «quello più personale». Però nel brano "My dear country" non ha mancato di raccontare la difficile situazione americana degli ultimi due anni. «È stato deprimente stare dietro alle cattive notizie, non solo della guerra in Iraq, ma di tutti i conflitti nel mondo, e dei disastri naturali che ci hanno colpito. Così la mia musica appare un po' triste, anche se la penso giocosa». Non siamo più negli anni Sessanta, «i media sono più accurati, la situazione è cambiata, e per creare un nuovo movimento occorrerebbe l'impegno della generazione di allora con i giovani di oggi. Sensibilità diverse che devono marciare di pari passo». Guarda con fiducia alle elezioni Usa: «Barak e Hillary? Due personaggi che mi emozionano. Ma speriamo che da qui al voto non stufino la gente». A Norah - che stasera proporrà il singolo "Thinking about you" - non dà più fastidio come ai tempi degli esordi essere additata come la figlia di Ravi Shankar, il celebre suonatore di sitar vicino ai Beatles. «Ma allora io e mio padre stavamo cercando di ricostruire un rapporto difficile, sono cose che chiedono un tempo lungo. Non credo a una nostra collaborazione, non ce lo vedo a sperimentarsi sulle musiche di Willie Nelson, il mio idolo country. Né penso a un duetto con mia sorella Anouskha Shankar: lei è più incline al blues». Non le piace granché Madonna, «la vera regina è Aretha Franklin». Semmai, avrebbe sognato Miles Davis («un figo»), mentre con Elvis non avrebbe osato chiedere di cantare: «Sarei rimasta lì incantata a guardarlo». Beata gioventù. Ste. Man.









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Strada crollata a La Jolla

Frana in California

Case danneggiate e una strada collassata, ma nessun ferito. Questo il bilancio del crollo di una collina nella città di La Jolla. La frana, però, era stata prevista dagli esperti, che hanno così potuto evacuare i residenti