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Interni Esteri

Il 20% degli adolescenti è stato infastidito da adulti

di MARINO COLLACCIANI BRUTTI incontri sulla rete per un bambino su due.

È uno dei dati emersi ieri dal VII Rapporto nazionale sulla condizione dell'infanzia e dell'adolosecnza presentato da Eurispes e Telefono Azzurro. Un bambino su quattro (24,9%) dice di essersi imbattuto in immagini sul web che lo hanno infastidito e addirittura il 20,5% dichiara di esser stato molestato in chat da persone adulte. Tutti episodi che sono accaduti a circa il 45% dei bambini fra 7 e 11 anni. Una fascia di età che subisce anche un altro «inquietante» comportamento dagli adulti: il 35,2% dei bambini è stato avvicinato o infastidito da sconosciuti. Le aree più a rischio sono le isole (40,8%) e il nord-est (39%). Unico dato «positivo» (ma parlando di «sommerso» la statistica è estremamente relativa) gli abusi sessuali su bambini e adolescenti sarebbero scesi. Lasciamo subito il Rapporto perché di stampo «ministeriale», disgiunto da una realtà cangiante che fa tragicamente notizia: le violenze e gli abusi sessuali tra minori. Con il videotelefonino protagonista. Dopo gli episodi fotocopia di Napoli e Zurigo, dove due ragazzine sono state stuprate e riprese con un cellulare da alcuni minorenni, a Torrette di Ancona si ripete quasi identico il rituale: una tredicenne coinvolta in atti sessuali, in più occasioni e in diversi periodi viene filmata da un gruppo di ragazzi dai 13 ai 17 anni. Dalla violenza sessuale al bullismo il passo è breve: a interpretarlo, questa volta, sono state sei ragazzine tra i 13 e i 16 anni che hanno aggredito a calci e pugni alcune coetanee al Luna : indaga la Squadra Mobile di Perugia. Intanto si allarga l'inchiesta sul video-scandalo girato alla scuola «Steiner» di Torino dove un ragazzo disabile è stato picchiato e deriso da un gruppo di studenti: gli indagati erano quattro (accusati di violenza privata), ma da ieri anche l'insegnante che li aveva lasciati da soli in aula è stata iscritta nel registro degli indagati per concorso nello stesso reato. Dell'escalation di violenze abbiamo parlato col prof. Vincenzo Mastronardi, direttore della Cattedra di Psicopatologia Forense della I Facoltà di Medicina de «La Sapienza». Un'autorità nel campo e «fresco di studi» grazie alla prestigiosa docenza presso l'Università di Polizia Federale, a Buneos Aires. «È lì - ha spiegato Mastronardi - che abbiamo fatto confluire i più importanti studi svolti nella principali università del mondo. La relazione tra abuso sessuale, tentativi di suicidio, purtroppo spesso riusciti, è posta in relazione nell'80 per cento dei casi susseguenti a violenza sessuale. Il dato allarmante è che l"elaborazione del trauma" può durare anche decine d'anni, portando al suicidio persino ultraquarantenni». Ma qual è la chiave di lettura di tali atteggiamenti? «Risiedono - ha spiegato il noto psichiatra e criminologo - nella necessità di protagonismo, nella ricerca maniacale di "sensation risk": una caccia alle emozioni forti agevolata da famiglie non più in grado di porre paletti, freni inibitori e modelli legati a valori di riferimento». Qual è l'obiettivo di questi ragazzi? «Quello, attraverso il meccanismo del gruppo, di conquistare parametri di pseudo-autostima per mantenere in vita i propri sistemi di sicurezza. Non ha importanza che la sensazione sia effimera e deviata perché per loro in quel momento la vittima non è un essere umano, ma un oggetto del quale servirsi in maniera tronfia».









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Strada crollata a La Jolla

Frana in California

Case danneggiate e una strada collassata, ma nessun ferito. Questo il bilancio del crollo di una collina nella città di La Jolla. La frana, però, era stata prevista dagli esperti, che hanno così potuto evacuare i residenti