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Interni Esteri

Vienna, smentite le voci sulla disponibilità di Teheran a sospendere l'arricchimento dell'uranio

L'Iran e il nucleare: per ora niente stop

di FLAMINIA BUSSOTTI VIENNA — Sospendono o non sospendono? Ridda di voci ieri sera dalla capitale viennese dove sono in corso i colloqui tra Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza dell'Unione Europea, Javier Solana e la delegazione iraniana sulle attività nucleari dell'Iran.

L'ambasciatore iraniano presso l'Aiea, Ali Asgar Soltanieh ha smentito informazioni secondo cui Teheran avrebbe proposto di sospendere per due mesi le attività di arricchimento dell'uranio. Il rappresentante iraniano ha detto alla France Presse che «questo soggetto non è stato evocato» nei due giorni di colloqui nella capitale austriaca tra il capo negoziatore iraniano sul nucleare, Ali Larijani, e Solana. Fonti diplomatiche citate dall'agenzia americana Associated Press avevano detto in precedenza che Larijani aveva prospettato la possibilità per Teheran di sospendere le attività di arricchimento «su base volontaria, per uno o due mesi, se si riuscirà a dare l'impressione che è stato deciso senza subire pressioni». I colloqui tra Larijani e Solana si sono conclusi nel pomeriggio a Vienna con l'annuncio di «progressi», e di nuove discussioni in settimana. Dopo il colloquio con Solana, secondo quanto si apprende a Vienna, Laraijani si sarebbe peraltro incontrato ieri con il direttore generale dell'Aiea Mohamed ElBardei in vista dell'apertura oggi della riunione autunnale del «board», il Consiglio dei governatori dell'Agenzia atomica internazionale dell'Onu, che vede fra i punti in agenda il caso Iran. Nel suo rapporto ai 35 stati membri del board, ElBaradei informa che gli ispettori dell'Aiea hanno riscontrato nei loro controlli che l'Iran aveva proseguito le sue attività di arricchimento di uranio fino all'ultimatum del 31 agosto. In tale data era stato fissato il termine di scadenza dell'offerta fatta all'Iran dai 5+1 (i cinque membri del Consiglio di sicurezza Onu più la Germania) per un pacchetto sostanzioso di incentivi politivi ed economici in cambio della rinuncia di Teheran all'arricchimento dell'uranio. L'ultimatum era stato ignorato da Teheran e la riunione di Vienna era l'ultimo tentativo di sondare le chance di negoziato ed evitare il muro contro muro, con il rischio di sanzioni politiche ed economiche graduali contro Teheran da parte del Consiglio di sicurezza dell'Onu a New York. I colloqui di questi giorni sono stati definiti da ambo le parti «costruttivi» e proseguiranno questa settimana. La durata della riunione era prevista solo per l'altro ieri. Poi la riunione, svoltasi alla cancelleria federale, è stata aggiornata per proseguire in settimana. Sul punto cruciale dei colloqui - la disponibilità appunto dell'Iran a rinunciare ad arricchire uranio per una ripresa del negoziato con la comunità internazionale - non sono state rilasciate dichiarazioni ufficiali dopo i colloqui. Oggi comincerà peraltro a Vienna una riunione di tre giorni: l'Occidente sospetta che l'Iran, sotto il mantello dello sfruttamento civile del nucleare, consentito dal Trattato di non proliferazione nucleare, stia lavorando in realtà alla costruzione di armi atomiche, cosa che Teheran nega. L'arricchimento di uranio è un passaggio decisivo per l'atomica. Secondo un portavoce del governo iraniano, la questione della sospensione dell'arricchimento di uranio apparterrebbe «al passato» e comunque Teheran si rifiuta di accettare precondizioni. Gli Stati Uniti d'altra parte spingono per sanzioni e il numero due al dipartimento di stato, Nicholas Burns, in dichiarazioni venerdì a Berlino, aveva detto di contare sulla messa a punto di una bozza di risoluzione Onu per l'adozione di sanzioni già la settimana prossima.









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