Sia Larijani sia Solana hanno comunque detto di giudicare «costruttivo» il colloquio avuto, durato circa due ore. Il rappresentante europeo si è spinto anzi fino a prevedere «un futuro positivo» per i negoziati, aggiungendo che «nei prossimi giorni» ci sarà un primo contatto con la Repubblica islamica per saggiarne le reazioni. I contenuti del pacchetto, messo a punto dai cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell'Onu (Russia, Cina, Usa, Francia e Gran Bretagna) più la Germania, non sono stati resi noti. L'accordo tra le grandi potenze sembra quindi comprendere anche l'intenzione di lasciare ai vertici della Repubblica islamica tutto il tempo necessario per meditare bene le prossime mosse, nel chiuso delle stanze del potere. Anche perchè la condizione più pesante posta a Teheran in cambio di una serie di incentivi è quella che sospenda le attività di arricchimento dell'uranio, una richiesta finora sempre respinta. «Il segretario generale dell'Onu e altri - ha detto il ministro degli Esteri iraniano, Manuchehr Mottaki - ci hanno detto di studiare il pacchetto senza fretta». Un invito rivolto all'Iran anche dagli Stati Uniti. Ed è questo che Teheran intende fare. In merito alle possibilità di arrivare ad un accordo, «in quanto diplomatici, abbiamo il dovere di tenere per noi l'ottimismo», ha aggiunto Mottaki. Secondo notizie circolate negli ambienti diplomatici e di stampa nelle ultime settimane, ma mai confermate, gli incentivi studiati per indurre l'Iran ad abbandonare l'arricchimento comprenderebbero la fornitura di una centrale ad acqua leggera e la possibilità di rifornirsi di uranio arricchito dall'estero, oltre alla revoca di sanzioni americane imposte fin dagli anni '90 dall'amministrazione Clinton, ciò che permetterebbe alla Repubblica islamica di ottenere pezzi di ricambio per aerei Boeing e Airbus della sua flotta passeggeri e tecnologia nel campo dell'agricoltura. «Speriamo - ha detto Larijani - che dopo che avremo studiato attentamente il pacchetto, potremo continuare i negoziati e le consultazioni per arrivare ad un risultato saggio nella moderazione». Dopo le dichiarazioni del capo negoziatore iraniano, ha subito un lieve arretramento il prezzo del petrolio sui mercati internazionali, che era schizzato al massimo delle ultime tre settimane per reazione alle affermazioni fatte domenica dalla Guida suprema, ayatollah Ali Khamenei, secondo il quale l'Iran potrebbe minacciare le rotte del greggio nel Golfo in caso di attacco americano. Le quotazioni rimangono tuttavia al di sopra dei 71 dollari al barile.