Il centrosinistra, una dopo l'altra, sta occupando tutte le poltrone di potere. Palazzo Chigi, le due presidenze delle Camere, il Quirinale, la Federcalcio, ora anche il suo ufficio indagini. E non si è ancora cominciato con la Rai. Anche lì ne vedremo delle belle. Magari spunterà un Santoro commissario. Berlusconi non si dà pace: la nomina di Francesco Saverio Borrelli a capo dell'ufficio indagini della Figc è l'ennesimo boccone amaro da ingoiare. «Mi sembra tutto molto coerente con quanto stia accadendo - ha detto l'ex premier - si sono scelti l'arbitro di fiducia». Forse perché tifoso del Bologna, una delle società tartassate dal sistema Moggi e dalla combriccola degli arbitri, forse perché ogni tanto tende a prendere le distanze dal Cavaliere, l'ex vicepremier Gianfranco Fini non ha commentato la nomina. Si è limitato a dire: «Mi voglio attenere al principio dell'autonomia dello sport». Un po' più espliciti altri due esponenti di An. «Io non ho problemi perchè sono romanista - ha sottolineato Maurizio Gasparri - ma se fossi milanista sarei preoccupato». Secondo La Russa «il calcio ora ha bisogno di getti d'acqua, non di scintille. Mi chiedo se questa nomina serva a creare polemiche, sembra più una sorta di occupazione». Durissimo il segretario della Dc Gianfranco Rotondi: «La nomina di Borrelli scopre la carte: Calciopoli parte alla larga ma ripete la commedia di Mani Pulite, alla fine sarà un'operazione politica e contro Berlusconi. La nomina di Borrelli è un ghigno mafioso: non cambiano nemmeno i personaggi, sono come la mafia, i delitti li annunciano e poi li realizzano. In Italia torna un uso politico della giustizia». Per Calderoli (Lega) addirittura si tratta dell'ennesimo assalto alla diligenza. Di diverso avviso i suoi ex colleghi del pool Mani Pulite. Per il neo ministro Di Pietro la nomina di Borrelli gioverà alla trasparenza nello sport, è l'inizio di un nuovo corso. Secondo D'Ambrosio è un'ottima scelta. L'uomo giusto al posto giusto. Anche se il figlio di Borrelli, Andrea, è rimasto molto sorpreso dell'incarico. Ha confessato che il padre non sa proprio niente di pallone. Allo stadio c'è andato una sola volta, a vedere Argentina-Camerun. Sorpreso e sconcertato anche Zamparini, il vice presidente della Lega calcio: «Speriamo che faccia giustizia e non sia un giustizialista». Ma quello che dice Castagnetti, vice presidente della Camera, farà venire i brividi a Zamparini: «Con Rossi e Borrelli sarà fatta pulizia radicale». Più lapidaria e pessimista Stefania Craxi, figlia di Bettino: «Mi auguro che non compia gli stessi danni che ha compiuto quando commissariava il mondo della politica». Perplesso l'ex presidente del Coni, Pescante: «Ero convinto che servisse un ex magistrato. Semmai si poteva scegliere un'altra persona meno soggetta a polemiche». La neo ministro dello Sport, Melandri, invece non ha dubbi: «Le qualità di Borrelli non si discutono».