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Interni Esteri

La Figc sceglie Borrelli l'inquisitore

di MARCO CASTORO QUEI 24 mila voti - contati e ricontati, o forse ancora da ricontare - pesano più di una condanna per Silvio Berlusconi e la Casa delle Libertà.

Il centrosinistra, una dopo l'altra, sta occupando tutte le poltrone di potere. Palazzo Chigi, le due presidenze delle Camere, il Quirinale, la Federcalcio, ora anche il suo ufficio indagini. E non si è ancora cominciato con la Rai. Anche lì ne vedremo delle belle. Magari spunterà un Santoro commissario. Berlusconi non si dà pace: la nomina di Francesco Saverio Borrelli a capo dell'ufficio indagini della Figc è l'ennesimo boccone amaro da ingoiare. «Mi sembra tutto molto coerente con quanto stia accadendo - ha detto l'ex premier - si sono scelti l'arbitro di fiducia». Forse perché tifoso del Bologna, una delle società tartassate dal sistema Moggi e dalla combriccola degli arbitri, forse perché ogni tanto tende a prendere le distanze dal Cavaliere, l'ex vicepremier Gianfranco Fini non ha commentato la nomina. Si è limitato a dire: «Mi voglio attenere al principio dell'autonomia dello sport». Un po' più espliciti altri due esponenti di An. «Io non ho problemi perchè sono romanista - ha sottolineato Maurizio Gasparri - ma se fossi milanista sarei preoccupato». Secondo La Russa «il calcio ora ha bisogno di getti d'acqua, non di scintille. Mi chiedo se questa nomina serva a creare polemiche, sembra più una sorta di occupazione». Durissimo il segretario della Dc Gianfranco Rotondi: «La nomina di Borrelli scopre la carte: Calciopoli parte alla larga ma ripete la commedia di Mani Pulite, alla fine sarà un'operazione politica e contro Berlusconi. La nomina di Borrelli è un ghigno mafioso: non cambiano nemmeno i personaggi, sono come la mafia, i delitti li annunciano e poi li realizzano. In Italia torna un uso politico della giustizia». Per Calderoli (Lega) addirittura si tratta dell'ennesimo assalto alla diligenza. Di diverso avviso i suoi ex colleghi del pool Mani Pulite. Per il neo ministro Di Pietro la nomina di Borrelli gioverà alla trasparenza nello sport, è l'inizio di un nuovo corso. Secondo D'Ambrosio è un'ottima scelta. L'uomo giusto al posto giusto. Anche se il figlio di Borrelli, Andrea, è rimasto molto sorpreso dell'incarico. Ha confessato che il padre non sa proprio niente di pallone. Allo stadio c'è andato una sola volta, a vedere Argentina-Camerun. Sorpreso e sconcertato anche Zamparini, il vice presidente della Lega calcio: «Speriamo che faccia giustizia e non sia un giustizialista». Ma quello che dice Castagnetti, vice presidente della Camera, farà venire i brividi a Zamparini: «Con Rossi e Borrelli sarà fatta pulizia radicale». Più lapidaria e pessimista Stefania Craxi, figlia di Bettino: «Mi auguro che non compia gli stessi danni che ha compiuto quando commissariava il mondo della politica». Perplesso l'ex presidente del Coni, Pescante: «Ero convinto che servisse un ex magistrato. Semmai si poteva scegliere un'altra persona meno soggetta a polemiche». La neo ministro dello Sport, Melandri, invece non ha dubbi: «Le qualità di Borrelli non si discutono».









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