È il ritratto del turista avventuroso disegnato da un sondaggio condotto qualche tempo fa dalla Fiavet (la Federazione degli agenti di viaggio e tour operator) e ricordato dal suo presidente. Secondo le stime di Telefono blu sono almeno 1 milione gli italiani che in media ogni anno cercano una vacanza estrema o difficile. Metà di loro si affida ad agenti specializzati, l'altra metà si organizza da sola. Sono viaggiatori che cercano nell'emozione lo strumento per approfondire la conoscenza di un luogo: insomma, tanti eredi di Bruce Chatwin che si muovono sulle tracce di una personale «Anatomia dell'irrequietezza». A questi cacciatori di emozioni supplementari, però, Tozzi suggerisce sempre di fare un giro nel sito del ministero degli Esteri: lì troveranno spiegazioni dettagliate, e aggiornate, del tipo di rischio al quale li può esporre il viaggio in programma. È lungo l'elenco dei Paesi che rientrano, per le ragioni più diverse, nell'elenco degli «avvisi particolari» della Farnesina. Non è solo alla voce terrorismo, anche se è la più frequente, che si sofferma l'attenzione del ministero degli Esteri: malattie virali (l'aviaria in Cina), criminalità comune (Russia), rischi sismici (Giappone) o il rischio di cicloni (Stati Uniti) sono le insidie che possono turbare la spensieratezza del viaggio. L'elenco dei Paesi sottoposti agli «avvisi particolari» viene aggiornato quotidianamente. A oggi esso comprende: Cina, Gaza e Cisgiordania, Yemen, Guatemala, Costa Avorio, Sudan, Peru, Ciad, Indonesia, Sri Lanka, Giappone, Tanzania, Marocco, Eritrea, Zanzibar, Pakistan, Libano, Nigeria, Brasile, Colombia, Bangkadesh, Filippine, Iraq, Gabon, Ucraina, Myanmar, Federazione Russa, Cuba, Mali, Stati Uniti, Romania, Kenya, Francia, Guinea Bissau, Vietnam, Benin, Etiopia, Honduras, India, Sud Africa, Oman Giordania, Togo, Uganda, Thailandia, Sao Tome e Principe, Angola, Algeria, Lettonia, Guinea Conakry.