Al via da ieri a Napoli i sospirati saldi, che sbarcheranno il 5 gennaio a Milano, il 7 a Torino, Firenze, Bologna, Genova, Bari, Venezia, il 14 a Roma e Palermo per concludersi dal 22 febbraio al 15 marzo. Ed è polemica sui ribassi ufficiali, comandati due volte l'anno, che incidono con più di 4 miliardi di euro, per oltre il 14% sul fatturato del commercio al dettaglio (dati Confcommercio). Battuta sul tempo la stagione ufficiale dei ribassi già prima delle feste con lunghe file davanti alle più note griffe nelle principali città, la corsa allo sconto comincia sempre in sordina, con informali e invitanti richiami ai clienti più affezionati. Per Telefono Blu vendite speciali e straordinarie anticipatorie «fanno circa 1/4 del mercato (1,5 miliardi, un 20% in più dello scorso anno) e i saldi sono una palla al piede che impediscono una vera concorrenza con vendite e sconti liberi. La scorsa estate gli italiani hanno speso in saldi circa 1,5 miliardi ma le vendite promozionali precedenti avevano fatto incassare circa 1 miliardo (oltre il 40% dell'intero incasso). Un errore i saldi a ridosso del Capodanno perché la disponibilità economica ripartirà con gli stipendi di metà mese (regali, viaggi e alimentare hanno risucchiato stipendio e tredicesima per circa 16,5 miliardi)». «Dopo una stagione che si è conclusa con un calo delle vendite per le piccole e medie imprese del 15% rispetto all'anno precedente - afferma Alfredo Ricci, presidente della Fismo, l'organizzazione del settore moda della Confesercenti - auspichiamo che il periodo dei saldi contribuisca almeno a recuperare parte delle perdite. I saldi - sottolinea - rappresentano un'occasione importante per i commercianti e per i consumatori: per questo abbiamo più volte sottolineato l'opportunità di una data unica d'inizio, in modo da creare riferimenti certi per gli uni e per gli altri». Intanto sei settimane di prezzi stracciati alleggeriranno i portafogli delle famiglie italiane di 370 euro (circa 150 euro a persona) - secondo l'analisi del Centro Studi Confcommercio sui dati relativi ai saldi invernali dell'ultimo triennio, che hanno conquistato oltre 780mila «aficionados». Si spenderanno 320 euro al Nord - puntualizza Telefono Blu - 280 ? al centro e 240 ? al Sud (pari allo scorso anno). Ottimisti gli esercenti: «Le vendite natalizie non sono state effervescenti ma hanno manifestato qualche timido segnale di ripresa; la stagione non è stata brillante e sulla base delle rimanenze attualmente disponibili si può ipotizzare che gli sconti possano superare il 30%», afferma Renato Borghi, presidente della Federazione Moda Italia, aderente a Confcommercio. Lista Consumatori - pronta a difendere i commercianti «disobbedienti» che hanno anticipato i saldi contro le regole - propone agli Assessori regionali al commercio la «vetrina delle occasioni»: uno spazio in cui i commercianti possano vendere nei negozi , in ogni periodo, beni invenduti, fuori moda o di precedenti collezioni, a prezzi scontati per stimolare la ripresa dei consumi. Favorevole ad aggiornare la legge sui saldi Alfredo Ricci, presidente Fismo, federazione settore moda Confesercenti: «Proponiamo una data unica d'inizio, verso la fine di gennaio, rendendo più vantaggiosi i saldi, dopo una stagione che si è conclusa con un calo delle vendite del 15%».