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EMERGENZA SICCITA'

La guerra dell'acqua tra Comune e Regione: la Raggi impugna l'ordinanza di Zingaretti su Bracciano

La guerra dell'acqua tra Comune e Regione:  la Raggi impugna l'ordinanza di Zingaretti su Bracciano

Il lago di Bracciano in questi giorni di siccità

La sindaca di Roma Virginia Raggi fa ricorso contro l'ordinanza del governatore del Lazio Nicola Zingaretti che limita le captazioni dal lago di Bracciano. A darne notizia è il deputato del Pd Emiliano Minnucci. «Questa mattina - spiega il parlamentare Dem - ho appreso che la sindaca di Roma, attraverso un ricorso al Tribunale delle Acque, si è appellata contro la seconda e ultima ordinanza emanata dal Presidente Zingaretti attraverso la quale è stato scongiurato il razionamento del servizio idrico a Roma e, di conseguenza, confermato il proseguimento delle captazioni a Bracciano fino al prossimo 31 agosto. Per la Raggi i prelievi non solo non devono essere bloccati a fine mese ma devono perdurare nel tempo e senza regole secondo le esigenze esclusive di Acea». Minnucci spiega che il ricorso della Raggi è stato presentato in via cautelare e aggiunge: «Con quest’ultimo atto la Raggi insulta i nostri territori e calpesta quel punto di complicato compromesso che la Regione Lazio era riuscita a individuare. La Raggi dovrebbe ricordarsi che oltre a essere sindaco di Roma è anche Presidente della Città Metropolitana e, in quanto tale, dovrebbe tutelare anche tutti i cittadini dei 120 comuni dell’ex Provincia di Roma. In questo caso, però, Virginia Raggi non ha svolto né il ruolo da Sindaco né tantomeno quello da Presidente: interessandosi completamente agli interessi di Acea, la Raggi ha dimostrato e sta dimostrando di voler tutelare esclusivamente gli interessi di quella società di cui detiene le quote di maggioranza. Una vergogna inaudita che deve essere denunciata da tutti a partire dalle amministrazioni locali del lago di Bracciano e dalla stessa Regione Lazio che, così come sostenuto in questi giorni, deve provvedere immediatamente all’istallazione di un contatore delle captazioni, in modo da rendere trasparente a tutti l’attività svolta da Acea. Già non ci fidavamo prima, figuriamoci adesso dopo quest’ultimo ricorso presentato dalla pseudo Sindaca di Roma».

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