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IL RICORSO

La zanzara tigre porta in tribunale la Raggi

Trecentocinquanta disinfestatori contro l’ordinanza anti-insetto adulto. "Il Comune ha travisato completamente la normativa del Ministero della Salute"

La zanzara tigre porta in tribunale la Raggi

La sindaca di Roma Virginia Raggi

Anche la zanzara tigre entra in aula. L’insetto tanto odiato ha fatto il suo ingresso nel Tribunale amministrativo del Lazio. Sono stati infatti 350 disinfestatori a puntare il dito contro il sindaco Virginia Raggi, che con l’ordinanza del 26 aprile scorso sta rischiando di mettere in ginocchio molti lavoratori. Ma di cosa si tratta? Nel mirino dell’associazione nazionale imprese di disinfestazione è finito il provvedimento firmato dal primo cittadino per «la prevenzione e il controllo delle malattie trasmesse da insetti e in particolare della zanzara tigre» nel territorio della Capitale. In sostanza, i dipendenti delle ditte che si occupano di disinfestare luoghi pubblici o privati adesso non possono lavorare. Ed ecco la decisione di rivolgersi a 4 avvocati per chiedere al Tar di annullare, in parte, previa sospensione, l’ordinanza della Raggi.

In 19 pagine, i legali Raffaele Bifulco, Elisa Scotti, Carlo Contaldi La Grotteria e Paolo Pittori hanno contestato alcuni punti contenuti nel documento n. 62 del 26 aprile 2017 con lo scopo di impedire che 350 lavoratori possano subire ingenti danni economici.

In base al ricorso, le ditte del settore avrebbero approntato tutti i mezzi per far fronte alla disinfestazione estiva: tradotto, investimenti importanti che potrebbero mettere a rischio la stabilità economica dei ricorrenti. Leggendo il documento depositato al Tribunale amministrativo dal pool di avvocati, anche il fatto che la lotta alla zanzara «disegnata» dal Comune presenterebbe profili di «disarmonia evidenti» rispetto alle indicazioni che sono state fornite dagli organi competenti del ministero della Salute. Inoltre «il Comune ha introdotto delle limitazioni all’uso dei prodotti che, al contrario, sono autorizzati dal Ministero e ciò senza una sola riga di motivazione e travisando completamente la disciplina normativa applicabile alla fattispecie», viene spiegato da chi sostiene di perdere una montagna di denaro.
Nel documento presentato al Tar viene comunque messo nero su bianco che...

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