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IL PAESE CHE NON RIPARTE

Pensioni, la Fornero lascia tutti al lavoro

Nuove pensioni al rush finale Ultimo round sindacati-governo

I giovani non entrano nel mondo del lavoro mentre i vecchi nelle fabbriche e negli uffici possono tranquillamente aspettare. Per la loro pensione infatti c’è tempo. Almeno da quando la ministra Fornero insieme al premier Monti Monti ha cambiato, in senso restrittivo, le regole per lasciare l’occupazione in nome del risanamento dei conti pubblici. Ebbene, dal punto di vista dei numeri
l’irrigidimento dei criteri di pensionamento le ha dato ragione. Le nuove pensioni liquidate dall’Inps nei primi nove mesi del 2016 sono state 311.299 con un calo del 26,5% rispetto allo stesso periodo del 2015 quando furono oltre 423 mila.
A dirlo sono i dati dell’Osservatorio Inps sul monitoraggio sui flussi di pensionamento nel quale si ricorda come nell’anno preso in considerazione siano scattati sia l’aumento dell’aspettativa di vita (4mesi per tutti) sia i nuovi requisiti per le donne (e cioè il passaggio da 63,9 anni a 65,7). C’è da segnalare però che nel terzo trimestre la tendenza alla diminuzione delle uscite si è attenuata (era -34% tendenziale nel primo semestre). Un rallentamento dovuto al fatto che nella seconda parte dell’anno una parte di coloro che erano rimasti bloccati è riuscito ad uscire comunque.
Esaminando i flussi si rileva che il calo più consistente si è registrato, grazie all’aumento dell’età di pensionamento, sulle pensioni di vecchiaia (da 161.528 dell’intero 2015 a 77.755 nei primi 9 mesi del 2016) e su quelle anticipate (da 157.052 a 73.289). Insomma meno uscite ma anche assegni più bassi. Il calo dell’incidenza degli assegni di anzianità generalmente più «pesanti» ha fatto sì che sia diminuito l’importo medio degli importi complessivi (da 988 euro al mese a 965). Gli importi comunque variano notevolmente sia tra le varie categorie (dai 640 euro medi per la vecchiaia ai 1.937 medi delle pensioni anticipate) sia tra le gestioni (dai 184 euro medi per i parasubordinati a 1.191 dei lavoratori dipendenti).
Grazie all’aumento dei requisiti per il pensionamento l’età media al momento della liquidazione dell’assegno è stata per i lavoratori dipendenti, di 65,3 anni per la pensione di vecchiaia e di 60,4 anni per la pensione anticipata a fronte di valori per l'intero 2015 rispettivamente di 65,1 anni per la vecchiaia e 59,9 anni per l'anticipata.

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