cerca

LA RIVELAZIONE

Wikileaks, Hillary Clinton fece piangere Silvio Berlusconi

Wikileaks, Hillary Clinton fece piangere Silvio Berlusconi

Anche i ricchi (e i potenti) piangono. Potrebbe essere il titolo di una nuova serie tv. La sceneggiatura è già scritta nelle ultime rivelazioni di Wikileaks che, proprio in questi giorni, ha reso pubbliche diverse mail rubate a John Podesta, capo della campagna elettorale dell'ex segretario di Stato americano Hillary Clinton.

Ebbene, dalla documentazione emerge un curioso aneddoto legato a Silvio Berlusconi. Il suo nome, in realtà, non viene mai pronunciato, ma dagli indizi tutto sembra puntare verso l'ex premier. Che Clinton, nel 2010, fece addirittura piangere. 

Tutto è legato ad una conversazione privata (la trascrizione è presente tra le mail rubate ndr) che Hillary ebbe con il Ceo di Goldman Sachs, Lloyd Blankfein, durante una conferenza organizzata dalla banca d'affari nell'ottobre del 2013. In quell'occasione l'ex segretario di Stato raccontò di quando, nel 2010, dopo che Wikileaks pubblicò i cable diplomatici delle ambasciate americane, fu costretta a presentare le scuse del governo a diversi leader mondiali.

La prima a parlare è Clinton: "Ero segretario di Stato quando accadde Wikileaks. Ricorderete la debacle. Vengono fuori centinaia di migliaia di documenti. E io devo andare a fare il giro delle scuse. Avevo una giacca come se fosse il tour di una rock star. Il Clinton Apology Tour. Dovetti andarmi a scusare con chiunque fosse stato in qualche modo descritto nei cable in qualunque maniera che fosse considerata meno che lusinghiera. E fu doloroso. Leader che resteranno anonimi, che erano caratterizzati come vanitosi, egotisti e affamati di potere...".

Sig.Blankfein: "Assodato".

Segretario Clinton: "... corrotti. E noi sapevamo che lo erano. Questa non era fiction. E io dovevo andare a dire: sai, i nostri ambasciatori, certe volte si lasciano trasportare, vogliono tutti essere dei letterati. Partono per la tangente. Cosa posso dire. Ho sentito uomini adulti piangere. Letteralmente, dico. 'Io sono un amico dell'America, e tu dici quelle cose di me'".

Secondo quanto emerge dalla conversazione, Clinton pronunciò quest'ultima frase con un accento italiano.

Sig.Blankfein: "Questo è un accento italiano".

Segretario Clinton: "Abbiate senso dell'umorismo".

Sig.Blakfein: "E quindi tu hai detto, Silvio..." (risate.).

Insomma, se due indizi fanno una prova....

Commenti

Condividi le tue opinioni su Il Tempo

Caratteri rimanenti: 1500

Opinioni