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TECNOLOGIA

Il futuro sbarca a Roma con la Maker Faire

Il futuro sbarca a Roma con la Maker Faire

Nerd e creativi, aspiranti Bill Gates e attivisti dell’open source, meccanici e stilisti à la page, dottorandi in ingegneria e ragazzini delle medie, nuovi radical che vorrebbero stamparsi in 3D anche le mutande e agricoltori 2.0 che hanno scoperto che seminare un campo è meno faticoso se a farlo è un drone. La varietà del pubblico che ogni anno frequenta la Maker Faire rispecchia quella della comunità degli artigiani digitali che da questa mattina invadono la Nuova Fiera di Roma (fino a domenica, ingresso 10 euro, info su makerfairerome.eu)
Il filo conduttore è l’innovazione, meglio se attraverso l’integrazione di vecchie e nuove tecnologie rispettose dell’ambiente. Invenzioni che cambieranno davvero la vita di molte persone come Watly, il primo computer termodinamico al mondo in grado di purificare acqua contaminata attraverso l’energia solare. O Hubotics, esoscheletro intelligente per superare alcune disabilità motorie. Ma anche giocattoli tanto frivoli quanto divertenti, come Wake Skate, tavola tipo sci nautico con calzature incorporate.

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Quello disegnato nella quarta edizione della Maker Faire europea è un futuro che ci vede vivere in una casa connessa e autosufficiente con camerieri robot che capiranno le nostre emozioni, senza poterne provare a loro volta, almeno per ora. Come R1, il robot domestico dell’Istituto Italiano di Tecnologia, o InMoov, androide a grandezza naturale il cui software è a disposizione di tutti i programmatori del pianeta. La nuova mobilità verde e un po’ pazza è rappresentata dal Celerifero - si tratta di una specie di bici sidecar elettrica - dalle miriadi di monoveicoli ecologici e al circuito in cui i visitatori potranno gareggiare con tricicli da corsa, indossando degli speciali visori che proiettano le immagini di una pista mozzafiato. Tecnologia da toccare è anche quella dei droni con ben tre aree dove si potrà sperimentare l’ebrezza del volo restando con i piedi ben piantati a terra.
Spettacoli e novità in campo musicale, dove accanto alle orchestre «meccaniche» emergono progetti interessanticome Remidi, sistema che grazie a un guanto dotato di sensori e un bracciale permette di «suonare» qualsiasi superficie, dal proprio corpo alla luce.
In un Paese dove il cibo è forse la prima, vera ossessione nazionale sarà divertente vedere l’effetto dell’innovazione a tutti i costi nel settore «Food». Un padiglione intero sarà dedicato all’OffiCucina e si parlerà di serre connesse, orti vericali e strumenti per ridurre i nitrati nell’insalata. Ma il piatto forte saranno gli assaggi di cioccolato all’alga spirulina di The Algae Factory, i cibi in pillole degli astronauti di ArgoTech e gli insetti e larve commestibili da allevare in casa con i sistemi Farms Hive. Ma del mondo che verrà è obbligatorio prendere proprio tutto?
Di certo il successo della manifestazione non è in discussione visti i numeri delle passate edizioni, roba da 100 mila visitatori in soli tre giorni come nel 2015. Quest’anno si punta a replicare il successo delle edizioni passate e a giudicare dalle prime manifestazioni di interesse forse anche ad aumentare le presenze. Solo per questa mattina sono già stati prenotati oltre 16 mila biglietti, i protagonista saranno gli studenti delle scuole; poi si aprirà al pubblico. Lo spazio espositivo è triplicato: sei padiglioni, 100 mila metri quadrati totali per oltre 55 mila mq di superficie espositiva coperta, vale a dire quasi il triplo, appunto, rispetto al 2015. Roma si conferma, per il quarto anno consecutivo, come centro propulsivo, a livello europeo, di nuove idee, contenuti e modelli economici: oltre 400 i progetti selezionati tra gli oltre 1.200 presentati alla sola Call for Makers da oltre 65 Paesi tra i quali Germania, Spagna e Grecia ma anche Regno Unito, Turchia, Cina e Stati Uniti, Singapore, Emirati Arabi, Taiwan. Ma ci sono anche i 50 progetti provenienti della Call for New Manufacturing che uniscono saperi artigianali e nuove tecnologie proprie del nostro manifatturiero. Alla ricerca di un equilibrio tra passato e futuro.

 

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