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Pd, Forza Italia e Ncd per un volta uniti. Contro l’utero in affitto

Luigi Frasca Uniti contro l’aberrazione dell’utero in affitto. Oggi, promosso dall'Associazione ProVita onlus, in Senato ci sarà un incontro che vedrà la presenza trasversale di più forze politiche:...

Pd, Forza Italia e Ncd per un volta uniti. Contro l’utero in affitto

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Uniti contro l’aberrazione dell’utero in affitto. Oggi, promosso dall'Associazione ProVita onlus, in Senato ci sarà un incontro che vedrà la presenza trasversale di più forze politiche: interverranno le Senatrici Laura Bianconi (NCD), Maria Rizzotti (FI), Donella Mattesini (PD).

«Vi è un crescente e non regolamentato business a livello mondiale di compravendita di gameti e dell’utero in affitto – spiega l’associazione in una nota – La maternità surrogata riduce la gravidanza a un servizio commerciale e il bambino a una merce da acquistare. Il bambino può o non può avere un legame genetico con la madre surrogata, poichè spesso un'altra donna dà le uova e l'embrione viene concepito in vitro e poi trapiantate nel grembo della surrogata. Alcune delle questioni sollevate dalla maternità surrogata sono: i diritti dei bambini prodotti; l'etica della mercificazione del corpo delle donne; la mancanza di regole e controlli; le frodi commesse dalle agenzie intermediarie che non possono essere perseguite; lo sfruttamento delle donne povere alla disperata ricerca di denaro; le conseguenze etiche di trasformare una normale funzione biologica di una donna in una transazione commerciale».

«A parte questi problemi di carattere etico – prosegue l’Associazione – vi sono spesso delle gravi conseguenze sulla salute sia delle madri che forniscono gli ovociti, o affittano il loro utero, che dei padri che vendono il loro sperma che sui stessi bambini. Nel nostro Paese, come dimostrano le denunce di ProVita (www.notizieprovita.it) e le inchieste dei media, agenzie straniere che guadagnano milioni di dollari con la maternità surrogata, cercano in modo subdolo di promuovere la pratica dell'utero in affitto e di procacciarsi clienti italiani, disposti a pagare decine di migliaia di euro per acquistare un bambino, separandolo da sua madre. Queste agenzie, approfittando dell'inerzia dei magistrati e delle autorità, vengono in Italia in quanto essa rappresenta per loro un mercato in crescita». Un tema che per una volta ha messo d’accordo destra e sinistra. «È indubbiamente molto positivo che rappresentanti di forze politiche molto diverse siano uniti per questa giusta causa – sottolinea l’Associazione – quella dell’opposizione verso una pratica disumana e speriamo che si riesca finalmente a far applicare la legge che prevede fino a un milione di euro di multa e tre anni di prigione per chi commercializza gameti, embrioni e promuova la pratica dell’utero in affitto. Si tratta di un enorme business. Il New York Times ha recentemente stimato che il numero di agenzie che si occupano di questo settore solo negli Stati Uniti si aggira intorno al migliaio con prezzi che vanno da 125.000 a 175.000 dollari per ogni processo di maternità surrogata».

Oggi saranno anche presentate alcune importanti iniziative, politiche e mediatiche, per fare fronte comune contro la vendita dei bambini e lo sfruttamento delle donne.

«Nessuno può dire che comprare i bambini e privarli della madre sia accettabile – è la conclusione – Non possiamo rimanere indifferenti a guardare la diffusione in Italia di questa ignobile pratica senza fare nulla. Ognuno di noi è chiamato a dare il suo contributo: #STOPuteroinaffitto!».

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